Una ricettività più sostenibile è possibile? Certo, o quantomeno questo è l’obiettivo del progetto lanciato dal vice presidente del consorzio Visit Ferrara Zeno Govoni ‘Ferrara Green Hospitality’. Già presentato agli assessori all’Ambiente (Balboni), ai Lavori pubblici (Maggi) e alle Politiche giovanili (Guerrini), l’idea ha già ottenuto un buon successo in Giunta. Ora, manca solo il passaggio formale in Consiglio comunale. Che cosa vuol dire ospitalità più ‘green’? E quali sono gli obiettivi di ‘Ferrara green hospitality’? "È un progetto che nasce dall’esigenza di portare una ventata di novità nel settore – dice il presidente di Federalberghi-Confcommercio – e...

Una ricettività più sostenibile è possibile? Certo, o quantomeno questo è l’obiettivo del progetto lanciato dal vice presidente del consorzio Visit Ferrara Zeno Govoni ‘Ferrara Green Hospitality’. Già presentato agli assessori all’Ambiente (Balboni), ai Lavori pubblici (Maggi) e alle Politiche giovanili (Guerrini), l’idea ha già ottenuto un buon successo in Giunta. Ora, manca solo il passaggio formale in Consiglio comunale.

Che cosa vuol dire ospitalità più ‘green’? E quali sono gli obiettivi di ‘Ferrara green hospitality’?

"È un progetto che nasce dall’esigenza di portare una ventata di novità nel settore – dice il presidente di Federalberghi-Confcommercio – e cogliere l’esigenza di adottare delle strategie turistiche che, senza far mancare nulla agli ospiti, aiutino l’ambiente. Un turista deve pernottare almeno due notti e deve dichiarare la propria adesione. Se la risposta è affermativa, l’albergatore non rassetterà la camera e l’ospite terrà la biancheria e i prodotti di cortesia offerti per due giorni. A quel punto, i soldi che l’albergatore risparmia (dai cinque ai dieci euro a stanza) saranno reinvestiti per la piantumazione di alberi". Addio anche alle bottigliette di plastica nei frigobar?

"Utilizzeremo delle borracce ecosostenibili – prosegue Govoni – riempiete dai turisti in appositi distributori d’acqua posizionati nella struttura". Borracce o "recipienti ecosostenibili brandizzati che il turista potrà portarsi a casa come souvenir".

Il cliente della struttura, avrà la certezza che i soldi risparmiati sul servizio vadano a finire in questo progetto ‘green’?

"Attiveremo una sorta di raccolta fondi a cui i clienti avranno accesso attraverso la lettura di un qrcode". Il progetto, nel suo complesso, richiede una serie di competenze e un background di professionalità. Per questo Govoni ha pensato, per elaborare il programma attraverso il qrcode, "di stipulare una convenzione, mentre per quanto riguarda l’addebito e la gestione delle risorse sulle tariffe green di coinvolgere la multiutiliy Hera. Azienda che sarà coinvolta anche per la gestione degli erogatori d’acqua da mettere nelle strutture". Ancora il ‘boschetto dell’Ospitalità’ (terminologia per definire il risultato delle piantumazioni degli alberi) resta un luogo più che altro ideale. Sebbene Govoni abbia già pensato di "partecipare, una volta raggiunto un budget, alle piantumazioni che il Comune ha in programma". Ma c’è dell’altro. "Questo crowdfunding può essere impiegato, ad esempio, anche per la valorizzazione e il restauro di monumenti significativi per la nostra città". Tutto dipende da quanti aderiranno e in che modo lo faranno. Potenzialmente comunque "questa idea è adattabile a tutte le strutture ricettive: dal piccolo B&B affittacamere all’hotel a cinque stelle". Sui tempi di partenza Govoni è chiaro: "Occorre che, se ‘Ferrara Green Hospitality’ va in porto, parta almeno a primavera. Cioè quando la situazione, si spera, sarà tornata alla normalità". Non c’è dubbio che il settore della ricettività, quello turistico assieme ai pubblici esercizi sia uno dei più penalizzati dalle chiusure imposte dal Governo. Ma l’imprenditore chiude con una battuta: "Sappiamo tutti che le cose non vanno bene in questo periodo. Ma basta dircelo e piangerci addosso: occorre pensare al domani con ottimismo e nuovi progetti. Noi di Visit lo stiamo facendo, nonostante tutto".

Federico Di Bisceglie