"La Chiesa, dalla parte dei deboli, ospiti i profughi"

Questo articolo discute la situazione attuale del retro del Museo dell'Emigrazione Italiana a S. Maria di Leuca, in Puglia. Il retro è in uno stato di abbandono, con erbacce alte metri, rete messa male e marciapiede impraticabile. Lo Stato deve provvedere a rimettere in ordine l'area intorno al museo.

Caro Carlino,

comprendo mons. Perego che opportunamente da uomo di chiesa è dalla parte di chiunque arrivi in Italia. Giustissimo accogliere i richiedenti asilo vittime di conflitti bellici , molto meno giusto ospitare chi non ha i requisiti. Quindi in buona sostanza i Cpr assumono una rilevanza essenziale. La Chiesa da sempre è dalla parte dei più deboli. In questo caso però comprendo il sindaco Fabbri e condivido ciò che afferma (“il vescovo apra le porte del palazzo vescovile”). Ho un ricordo: un vescovo dell’Emilia Romagna, anni addietro, ospitò nella sua casa dei profughi. Oggi, quel gesto, andrebbe emulato anche dal nostro arcivescovo. Grazie per l’attenzione e pubblicazione.

Elio Cataldo

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La facciata del Meis è bellissima e di sera illuminata ancora più bella! Peccato che non lo siano le parti laterali che sono piene di erbacce invece dei giardini che dovevano sorgere già anni fa. Ma soprattutto il retro delle ex prigioni. è messo molto male ; oltre alle erbacce alte metri c’è la rete messa male ed il marciapiede di Rampari di San Paolo impraticabile, buio e pericoloso. D’accordo che i lavori non risultano ancora completati ma lasciare in uno stato di abbandono il retro di un museo non è certo un bel vedere per i turisti. E’ lo Stato che deve provvedere a rimettere in ordine l’area intorno al Meis?

M. Fantini