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20 apr 2022

"La debolezza industriale ha generato questo scenario Il turismo? Incide poco"

federico di bisceglie
Cronaca

di Federico Di Bisceglie

Ferrara è impermeabile ai cambiamenti. La pandemia, stando allo studio pubblicato dal Sole 24 Ore, non ha inciso sulle dichiarazioni dei redditi del 2020. Tutto sommato "uno scenario prevedibile". A dirlo è Leonzio Rizzo, ordinario di Scienze delle finanze nel nostro ateneo.

Professore, la città estense pare essere lo spartiacque tra Nord e Sud. Ossia fra chi ha perso molto, e chi nulla. E, anzi, talvolta ha incrementato l’imponibile.

"Sì, quella di Ferrara è una condizione particolare, ma a suo modo prevedibile. D’altra parte, basta osservare la conformazione del tessuto economico per rendersi conto delle condizioni che hanno generato questo scenario".

A cosa si riferisce?

"Il tessuto produttivo ferrarese è abbastanza debole. Tant’è che, in Regione, da sempre, Ferrara è la città più ’statica’. L’economia è legata in sostanza al settore agricolo, che non ha subito grossi danni, quanto meno come conseguenza della pandemia. Per il resto, la gran parte dei redditi deriva da impieghi pubblici. Impieghi che, ovviamente, non hanno subito contrazioni di redditi".

Le città turistiche, però, con la pandemia hanno subito grossi contraccolpi.

"Sì, ma sono città come Venezia e Firenze che hanno pagato un fio altissimo a seguito delle restrizioni. Si tratta di un turismo diverso".

In che senso?

"Recentemente, mi è capitato di parlare con l’assessore al turismo di Firenze. Era piuttosto preoccupato dal mancato gettito nelle casse del Comune, derivante dalle tasse di soggiorno. Si parla di numeri molto molto più alti rispetto a quelli ferraresi. Anche da noi ci sono stati ammanchi, ma essendo per lo più un turismo ’mordi e fuggi’ i danni sono stati tutto sommato contenuti".

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