LUCIA BIANCHINI
Cronaca

La denuncia all’Arcigay "‘Vai fuori, finocchio’ Così mi hanno cacciato da un locale del centro"

Un giovane racconta l’episodio sui social dopo essersi rivolto a un legale "Tutto per una lite su uno scontrino". L’attivista Macario: "Insulto umiliante".

La denuncia all’Arcigay  "‘Vai fuori, finocchio’  Così mi hanno cacciato  da un locale del centro"

La denuncia all’Arcigay "‘Vai fuori, finocchio’ Così mi hanno cacciato da un locale del centro"

di Lucia Bianchini

Una piccola discussione per uno scontrino, uno scambio di battute e uno dei titolari di un locale del centro che apostrofa un ragazzo con la frase "Esci da qui, finocchio". È quanto sarebbe accaduto venerdì a un giovane ferrarese, M.R. Il ragazzo ha raccontato sia in un post sui social che al Carlino il presunto caso di omofobia di cui sarebbe stato protagonista. R. e due amiche sono entrati in un locale "per mangiare due tranci di pizza. Arrivati alla cassa – racconta – ci hanno fatto erroneamente pagare tre pizze, nonostante ne avessimo ordinate solamente due, perché la mia amica voleva pagare anche per me ma non si era accorta che io avevo già pagato". Comunicato l’errore si sarebbero sentiti rispondere che essendo stato emesso lo scontrino dovevano prendere anche la terza fetta e così hanno fatto. "Sono rientrato poco dopo per prendere dei tovagliolini – continua il ragazzo –, facendo una battuta. ‘Vi salvate solo perché la vostra pizza è molto molto buona’. A questo punto la titolare ha iniziato a urlare chiedendomi di ripetere quello che avevo detto e accusandomi di volerle fare la morale. Ho provato a difendermi e spiegare che volevo solo dire che la loro pizza era talmente buona che non ci facevamo problemi a mangiarne anche tre fette, ma non ho avuto nessun diritto di replica perché le urla coprivano ogni cosa stessi cercando di dire". La faccenda però non si è conclusa qui: "un altro dei titolari, un uomo stavolta, è uscito dalla cucina iniziando anche lui a urlarmi contro e a venire sempre più vicino, oltre al bancone, gridando che ero un ‘piantapippe’ e che me ne dovevo andare, concludendo con un ‘Esci da qui, finocchio’. Ho capito che non c’era verso di farli ragionare e me ne sono andato, sono uscito tremando. È stato totalmente inaspettato, il mio intento non era provocatorio".

La vicenda è stata subito denunciata dal diretto interessato al centro Antidiscriminazione di Arcigay Ferrara, che valuterà con attenzione il racconto del giovane e prenderà tutti i provvedimenti del caso. "La vittima dell’insulto omofobo, dopo essersi rivolta al Centro Antidiscriminazione di Arcigay e aver ricevuto il dovuto supporto legale e il necessario supporto umano, ha deciso di rendere pubblica tutta la vicenda – ha spiegato Manuela Macario, referente del Cad (foto in basso) –. Posso solo dire che questo episodio non è l’unico e ahimé nemmeno il più grave, che ci è stato denunciato nell’arco dei 12 mesi di apertura del servizio rivolto alle vittime di omofobia e transfobia. Aggressioni verbali e fisiche, insulti omofobi, per i quali abbiamo in corso procedimenti legali, si sono tristemente moltiplicati nella nostra città. M. si è sentito umiliato da quella frase sparata a bruciapelo, senza motivo e giustificazione, e ha voluto rendere pubblica questa vicenda perché vorrebbe che non si ripetesse più, perché teme per le conseguenze che potrebbe avere una violenza del genere su persone più fragili".