"La scelta? Non facciamone una questione di genere"

Secondo l’ex sindaco Gaetano Sateriale una candidatura femminile è da preferire a una maschile per i cambiamenti sociali in corso, a partire dalle dinamiche demografiche. Che ne pensa?

"Penso che per bypassare lo stigma si rischi di potenziarlo – risponde Paola Bodrini, ex senatrice Pd – . E’ come affermare che la cura e la sensibilità sono prerogative esclusivamente femminili. E’ la squadra che fa il programma, non solo il sindaco. Un buon candidato è quello che sulla base delle criticità sa affidare le deleghe a persone competenti. Servizi sociali, sanitari, cultura. Un buon sindaco, da solo, non basta".

Anselmo o Calafà?

"C’è chi vorrebbe una donna per questioni di genere. Su questo non sono d’accordo, perché gli stereotipi non si combattono con stereotipi e confronti muscolari. Anselmo ha dato la disponibilità a candidarsi, Calafa al momento a dare una mano al programma. Candidato e programma non sono imprescindibili. Confido il tavolo scelga anche sulla base della disponibilità a dedicarsi a una campagna elettorale che necessita di una dedizione totale. Perché il rapporto con le persone richiede un tempo concreto. L’ascolto vero è fatto di tempo, pazienza e risposte".

Possibile che, in quattro anni, anche al vostro interno, non abbiate trovato un candidato da fare crescere e formare?

"Il primo anno dalla sconfitta si è forse rimuginato, ma va ammesso che è stato un esito difficile da metabolizzare. Poi c’è stato il Covid, con le restrizioni sociali, di cui il nostro modello di comunicazione, fondato sul rapporto diretto, ha risentito. L’attuale Amministrazione ha puntato tutto sulla comunicazione social, pensando di riuscire a colmare così vulnerabilità presenti su molti fronti: mobilità, servizi, lavoro. Negli ultimi anni, come conferma il successo delle Feste dell’Unità, il Pd si è ripreso, perché ha ripreso il dialogo diretto con le persone. E il tavolo dell’alternativa funziona. Ciò che vorrei semmai è altro".

Quanto pesa la componente Schlein?

"Ha movimentato il dibattito e oggi preme per una candidata donna. Confido che i distinguo vadano scemando ricordando che il Pd è uno solo. Diversamente si provocherebbe l’effetto dell’olio mischiato all’acqua".

La sanità pare al collasso. Lei è stata Vicepresidente della Commissione Sanità in Senato ed è vice Presidente Intergruppo parlamentare diabete, obesità e malattie croniche. Come arrivare a una a sanità che funziona?

"Mettendo a disposizione il 7,5% del Pil, togliendo il tetto alle assunzioni del personale sanitario, considerando i bisogni di una popolazione sempre più anziana e fragile, medicalizzata, con patologie croniche. Nella Finanziaria le risorse vanno a malapena a ripianare le spese Covid, l’emergenza energetica e in più si prevede un taglio delle pensioni dal 5 al 25% per i professionisti in servizio. Così i medici scappano nel privato, che cresce e diventa sempre più alternativo al pubblico, compromettendo il diritto alla cura".

re. fe.