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17 giu 2022

"La tavola, la strada e i boschi Il mio Augusto disegnava ovunque"

Rosanna Fantuzzi, compagna di una vita di Daolio, svela l’altro volto del fondatore dei Nomadi

17 giu 2022
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi
Augusto Daolio con la compagna Rosanna Fantuzzi

"Disegnava ovunque, nei camerini, sui tavoli del ristorante dopo un concerto, spostando i piatti per lasciare spazio a fogli e colori. In silenzio sulla panchina di un parco. Da solo in un bosco. In una piazza con gli amici. Dipingeva quando stava bene, quando c’era l’atmosfera giusta". Rosanna Fantuzzi, compagna di una vita di Augusto Daolio, cantante e fondatore dei Nomadi, è in questi giorni a Ferrara in occasione dell’antologica "Il respiro della natura", che inaugura domani a Palazzina Marfisa d’Este. Raccoglie 56 opere. Racconta l’anima artistica e la visione, forse meno nota, di un uomo che ha saputo incidere messaggi con le parole, la voce, la musica ma anche con i colori.

Augusto Daolio quando ha iniziato a dipingere?

"Era un autodidatta. Ha incominciato a disegnare con gli amici facendo dipinti astratti, materici, fino a quando ha trovato negli anni ‘70 e ‘80 un segno che gli dava soddisfazione. Era il pennino con la china, che gli permetteva di portarli sempre con sé ovunque. Disegnava su cartoncini. Si era inventato di disegnare con il pennino, con migliaia di segni soprapposti per creare immagini e spessore"

Quando disegnava?

"Quando stava bene. E ovunque. Il suo studio erano la tavola, la strada, i boschi. Olio, china e pastelli, li tirava fuori in camerino come sotto l’ombrellone in spiaggia. C’è stato solo un periodo nel 1989, quando un batterista e un chitarrista avevano lasciato i Nomadi, dove ha patito tantissimo. Soffriva. Non voleva dipingere più. Ha sempre creduto nel gruppo. Poi ha ripreso"

La mostra si intitola ‘Il respiro della natura’: com’era il suo rapporto con la natura?

"Augusto era legato alla natura, non solo nei quadri ma anche nelle canzoni. La sua battaglia ambientalista aveva voce nella musica e anima nei quadri. I Nomadi sono stati tra i primi a denunciare la grande piaga dell’inquinamento. Se vedeva un bosco in fiamme piangeva. Se ancora oggi, dopo 30 anni, i giovani lo conoscono e lo ascoltano, vuol dire che anche per loro ha rappresentato qualcosa di grande"

Una passione per le mostre d’arte…

"Quando non aveva concerti giravamo per mostre, anche all’estero. La domenica quando eravamo a Novellare e non sapevamo dove andare, diceva "Andiamo a Ferrara, perché là qualcosa da vedere lo troviamo sempre"

Il suo rapporto con Ferrara?

"Augusto amava Ferrara non solo perché era bella ma perché è un salotto che ti accoglie".

Claudia Fortini

© Riproduzione riservata

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