LAURA GUERRA
Cronaca

Le nozze di Figaro in una baracca "Opera moderna e rivoluzionaria Parla di libertà da potenti e corrotti"

Da stasera al Comunale, il regista Adrian Schvarzstein: "Attualizziamo i testi per parlare al pubblico. Il conte? Un negoziante con giri loschi. Marcellina fa le pulizie a teatro, in scena anche un tifoso spallino".

Le nozze di Figaro in una baracca  "Opera moderna e rivoluzionaria  Parla di libertà da potenti e corrotti"

Le nozze di Figaro in una baracca "Opera moderna e rivoluzionaria Parla di libertà da potenti e corrotti"

Le nozze di Figaro ambientate in una catapecchia, con Figaro sempre indaffarato in giri loschi per volere del proprio capo, il conte di Almaviva, che tutto vuole, anche la sua promessa sposa. Da qui parte la nuova produzione del teatro Comunale che debutta stasera alle 21 al teatro Abbado, con una seconda recita domenica. Ne parla il regista argentino Adrian Schvarzstein.

Le nozze di Figaro ambientate non nel consueto palazzo del Conte, ma tra baracche e catapecchie. Una provocazione?

"Non la facciamo noi, la provocazione la fece già lo scrittore francese Beaumarchais quando scrisse Il matrimonio di Figaro, commedia censurata al tempo perché inneggiava alla libertà contro il potere e i potenti, cui Mozart si ispirò per Le nozze di Figaro. Il tutto pochi anni prima dello scoppio della Rivoluzione Francese".

Quest’opera, non è un’opera tradizionale…

"Ma tradizionale per chi? Anche Mozart era modernissimo, spesso la sua musica non era comprensibile ai suoi coetanei. Per il suo tempo era un rivoluzionario".

Le nozze di Figaro sono ambientate in un mondo ispirato al film ‘Brutti, sporchi e cattivi’ di Ettore Scola, perché questa scelta?

"Prendiamo il testo, ambientato nel 18esimo secolo, che parla della realtà dell’epoca: ci sono il conte, la contessa, i servi e tutte queste classi sociali, che non vengono più chiamate così, anche se di fatto esistono ancora. In quest’opera vogliamo modernizzare il messaggio dell’autore pur tenendo fede al testo originario. Chi è oggi una contessa? Chi è un conte? Lo è un politico corrotto, un mafioso latitante che per anni ha vissuto tranquillamente nel suo paese, lo è chiunque si creda superiore. La classe lavoratrice, che viene sfruttata o che crede di ottenere favori e protezione dai potenti di turno, sarà quella che poi farà la rivoluzione, che è quello che ha scritto Beaumarchais con il suo famoso barbiere Figaro".

In Italia non si è abituati spesso a ‘modernizzare’ le opere.

"Credo che il nostro compito sia parlare al pubblico. Dobbiamo trasmettere l’idea dell’autore che in questo caso parte dal testo dello scrittore francese e da quello del librettista Lorenzo Da Ponte, dove tutto si mescola ed è tutto incestuoso. Di questo ridiamo, perché è tutto ancora attualissimo, fa parte anche del nostro mondo".

Chi è il conte in queste ‘Nozze’?

"È quello che nel quartiere ha il negozietto, che gestisce giri loschi di prostituzione, che fa gestire una bisca, che porta le sigarette di contrabbando e le fa vendere, che fa favori per chiederne altri in cambio, e che soprattutto vuole appropriarsi della moglie di un suo fidato, di uno che lavora per lui. Il conflitto parte da qui, dallo Ius primae noctis, che al tempo esisteva veramente. Dobbiamo parlare alla gente di oggi, altrimenti diventa un lavoro di archeologia: Marcellina, non a caso, qui una donna dell’Est che pulisce il teatro, uno dei personaggi è un tifoso della Spal, un altro è fissato con le piante".