Le opere di Funi e i reperti di Spina. Il mix tra contemporaneo e antico

Inaugurata al museo archeologico la mostra dedicata all’artista già protagonista ai Diamanti. Il direttore Trocchi: "Abbiamo cercato di sottolineare le consonanze tra il pittore e l’antichità". .

Le opere di Funi e i reperti di Spina. Il mix tra contemporaneo e antico

Le opere di Funi e i reperti di Spina. Il mix tra contemporaneo e antico

Una Ferrara all’insegna di Funi. L’artista, la cui carriera è già oggetto di una mostra antologica a Palazzo dei Diamanti, è il protagonista di un’altra esposizione, questa volta al Museo archeologico nazionale. Infatti, nell’ambito del progetto Sintonie, nato dall’accordo triennale di partenariato tra la Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna, Assicoop Modena&Ferrara e Legacoop Estense, il museo di Spina, ospitato a Palazzo Costabili, dedica un’esposizione a Funi, creando un dialogo tutto ferrarese (artista compreso) tra diverse istituzioni, ma anche tra pubblico e privato. La mostra, inaugurata ieri e visitabile fino al 17 marzo, è curata da Emanuela Fiori e Tiziano Trocchi (direttore del museo) con la collaborazione di Luciano Rivi. Esposizione che pone in dialogo opere di Achille Funi con una scelta di reperti archeologici provenienti dalla città etrusca di Spina, della collezione del museo Archeologico. "Il percorso artistico di Funi – spiega Fiori – è uno stimolo a esplorare i valori dell’antichità: era un uomo colto, amava l’antico e il Rinascimento". Non a caso, il progetto espositivo si focalizza sugli anni tra il 1933 e il 1937, periodo fondamentale per la città di Ferrara, prendendo spunto dalla concomitanza di due eventi: da un lato l’inaugurazione del Regio Museo di Spina – ora Museo Archeologico Nazionale – avvenuta nell’ottobre 1935 nel restaurato Palazzo Costabili, dall’altro l’impresa decorativa condotta nel triennio 1934-1937 da Achille Funi nella Sala della Consulta in Palazzo Comunale. Il rinnovarsi del mito di Ferrara, raffigurato nel ciclo parietale dell’Arengo, in Municipio, senza dimenticare la lezione figurativa degli affreschi rinascimentali cittadini, acquista ancor più vigore con la legittimazione del mito degli Etruschi, sancito dall’esposizione permanente dello straordinario ‘tesoro’ provenienti dagli scavi di Spina. Successivamente Achille Funi dipinge nella parte alta del salone le allegorie dei Mesi, di cui l’esposizione presenta i cartoni preparatori. "Abbiamo pensato a una mostra circolare – prosegue la curatrice –. Può essere letta in tanti modi". Anche perché Funi non è l’unico protagonista del percorso: le sue opere dialogano con alcuni pezzi archeologici del museo, invitando a riflettere sul collegamento tra antico e contemporaneo. "Abbiamo cercato – aggiunge Trocchi – di sottolineare consonanze tra il pittore e l’antichità, argomento che, negli anni Trenta, era di principale interesse". Per la prima volta verranno esposti tutt i 12 i cartoni preparatori dei Mesi, acquisiti dalla Raccolta Assicoop Modena&Ferrara. La mostra sarà dunque per la città un’ulteriore importante occasione di approfondimento della figura di Achille Funi, affiancandosi idealmente all’esposizione promossa da Ferrara Arte a Palazzo Diamanti nello stesso periodo. "L’impegno della Direzione regionale musei – afferma il presidente di Assicoop Modena&Ferrara Milo Pacchioni – ci sta permettendo di far conoscere a un pubblico ampio le opere di artisti ferraresi e modenesi custodite nella nostra raccolta". "Sintonie rappresenta un proficuo modello di rapporto tra pubblico e privato – aggiunge la direttrice di Legacoop Estense, Chiara Bertelli – che conferma l’impegno della cooperazione nell’offrire alle proprie comunità occasioni di fruizione culturale".

Francesco Franchella