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20 apr 2022

L’effetto Covid-19 taglia i redditi Ma la città tiene: stabile la povertà

Dalle dichiarazioni 2020 emerge che l’imponibile medio è sceso dell’1,45% al Nord rispetto al 2019. Nel territorio estense la situazione resta invariata nonostante in Regione la perdita media sia di 332 euro

matteo radogna
Cronaca
Il castello estense, uno dei simboli di Ferrara, che nonostante la crisi, mantiene il suo status
Il castello estense, uno dei simboli di Ferrara, che nonostante la crisi, mantiene il suo status
Il castello estense, uno dei simboli di Ferrara, che nonostante la crisi, mantiene il suo status

di Matteo Radogna

Ferrara tiene. Anche dopo il crollo dei redditi dovuto alla pandemia, soprattutto nel Nord Italia ma anche nella nostra regione, la città estense, rispetto ai dati del 2019, non registra un impoverimento delle famiglie. Mentre la maggior parte delle città dell’Emilia Romagna incassano significativi cali, Ferrara mantiene il suo status. È l’unico capoluogo di provincia, tra il nord e il sud, ad avere un saldo uguale a zero confrontando i redditi medi Irpef del 2019 (pari a 23.394 euro) e quelli del 2020. Riuscire a non perdere, è già, come osservano gli esperti, un ottimo risultato.

Un dato che non ci restituisce una città immobile, perché, come direbbe Albert Einstein, "la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti". Ed è quello che in buona sostanza ha fatto la città estense: durante la pandemia ha continuato a essere un motore inesauribile di iniziative attraendo quel poco di turismo rimasto. A questo si aggiunge che alcuni settori chiavi come il petrolchimico hanno sempre lavorato nonostante il Covid. Le città più colpite dalla pandemia sono state una Venezia che ha perso il turismo e Prato priva, forse, delle attività gestite dai cinesi. Nell’Emilia Romagna in media il reddito è calato di 332 euro, settimo dato più alto tra le regioni. I lavoratori autonomi hanno perso circa 5mila euro a testa, i dipendenti 300 euro mentre i pensionati hanno registrato una crescita dei redditi. Probabilmente questa dinamica si è fatta sentire anche a Ferrara, ma è solo un’ipotesi. Di sicuro, il Nord, dopo la pandemia, cerca il rilancio: i 20,04 milioni di contribuenti che vivono fra Alto-Adige ed Emilia-Romagna hanno denunciato un reddito medio da 23.828 euro, con una flessione dell’1,45% rispetto ai 24.175 euro dell’anno precedente.

A Sud invece l’imponibile medio è rimasto praticamente invariato. In mezzo a questi risultati, in alcuni casi preoccupati, c’è l’equilibrio di Ferrara. Male, invece, Bologna con una perdita di reddito dello 0,32, Modena fa peggio con un meno 0,92, Reggio Emilia registra un calo dello 0,38, la ricca Parma, invece, una diminuzione dello 0,26, e, ovviamente, va registrata la debacle di Rimini che accusa un meno 1,31. Esistono anche le note positive come Forlì con un più 0,34. In sintesi estrema, i continui stop imposti dalle restrizioni legate al Covid, hanno colpito soprattutto autonomi e dipendenti privati. I cedolini di dipendenti pubblici e pensionati non hanno subito contraccolpi. Dove l’incidenza delle entrate ’protette’ è maggiore, l’effetto del Covid si è sentito meno sull’Irpef; dove è maggiore il peso di autonomi e dipendenti privati, il segno meno è più evidente. E in tutto questo bailamme di numeri, spicca l’equilibrio di Ferrara, neutrale in economia come la Svizzera in politica.

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