L’infermiere di comunità sbarca anche a Renazzo

Inaugurato ieri mattina in via Marco Polo il terzo ambulatorio nel Centese. L’assessore Pedaci: "Un servizio in più che implementa le cure sul territorio".

L’infermiere di comunità sbarca anche a Renazzo
L’infermiere di comunità sbarca anche a Renazzo

CENTO

Inaugurato ieri a Renazzo in via Marco Polo 2, un nuovo punto Ausl con il servizio di Infermiere di famiglia e di comunità, che si aggiunge a quello di Cento e di Reno Centese. "Un momento importante per un servizio che porta la cura delle persone nel territorio, che è la direzione corretta verso la quale andare e rappresenta la visione che c’è della sanità – ha aperto il sindaco Edoardo Accorsi – un servizio utile perchè l’infermiere è a contatto diretto coi cittadini, situazione che porta a una conoscenza dettagliata del contesto in cui si trova andando a creare anche progetti in collaborazione con altre strutture, ma anche il volontariato aiutando il servizio pubblico. La scelta di posizionare a Renazzo questo servizio è per la popolosità della frazione con presenza rilevante di anziani". Sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13 con infermieri di riferimento Simona Massari e Sara Masarati. L’infermiere di famiglia e di comunità svolge, inoltre, un ruolo assistenziale in particolare nell’ambito dei nuclei famigliari, sia al domicilio del paziente, in ambulatorio o nelle strutture intermedie e di lungodegenza in cui viene ricoverato, un servizio sanitario importante pensato per fornire la massima assistenza, grazie anche all’utilizzo di percorsi protetti e dedicati che mettano a frutto le potenzialità di questa nuova figura fondamentale soprattutto in un’ottica di medicina del territorio sempre più forte e proattiva, che significa presa in carico più completa e a tutto tondo dell’utente.

"La popolazione sta invecchiando e c’è sempre più bisogno di servizi nuovi e di prossimità, parola d’ordine – ha proseguito la direttrice del Distretto Ovest Caterina Palmonari – questo servizio vuole prendere in carico questo cambiamento della comunità che va sempre più verso la pluripatologia e può essere attivato da chiunque e dove sia evidente che c’è un bisogno sociosanitario". Presente anche la dirigente della Direzione infermieristico tecnica Micaela Pandini, che ha spiegato la presenza di professioniste di prossimità in grado di intercettare e leggere i bisogni di salute della cittadinanza e orientarli all’offerta più appropriata. "Un passo che va nella direzione di una sanità che si sposti sul territorio andando verso il superamento della mentalità ospedalocentrica – ha chiuso il medico e assessore alla sanità Mario Pedaci – un servizio che non sostituisce il tessuto sanitario, ma implementa con integrazioni.

Laura Guerra