Malattie mentali, protocollo d’intesa: "Linee guida per aiutare i familiari"

Cento, l’assessore Delogu: "Vogliamo migliorare la qualità di vita dei pazienti e di chi li deve assistere"

Malattie mentali, protocollo d’intesa: "Linee guida per aiutare i familiari"

Malattie mentali, protocollo d’intesa: "Linee guida per aiutare i familiari"

CENTO

La Giunta del Comune di Cento, in quanto capofila della gestione associata delle funzioni socio-assistenziali, ha approvato il Protocollo d’intesa per il mantenimento e potenziamento della rete dei servizi per le malattie dementigene ovvero una serie di interventi che struttura un progetto di assistenza e cura rivolto a chi soffre di demenza e delle loro famiglie. "Il protocollo, sul quale insieme al tavolo istituzionale provinciale si lavora da diversi mesi arrivando alla bozza definitiva a marzo 2024, ha l’obiettivo di fare rete tra tutti gli attori che intervengono su questo tipo di fragilità che, come sappiamo, sono sempre più diffuse e colpiscono non solo chi ne soffre, ma anche le famiglie e chi assume il ruolo di caregiver - illustra i principali obiettivi l’assessore alle politiche sociali Dalila Delogu - Per questo, è necessario riunire in un percorso strutturato e organizzato tutti coloro che possono dare una mano, come per esempio le Case di cura accreditate del territorio, gli enti come il volontariato e i Centri sociali anziani, alle famiglie, dove poter trovare sostegno e informazioni. Un’azione importante è anche quella di promuovere la conoscenza della Legge 219/2017, che norma il consenso informato per poter assumere, in piena autonomia, decisione relative alla propria vita in situazioni in cui non si potrebbe più non essere in grado di intendere e volere, e facilitare la nomina di un amministratore di sostegno, grazie anche al coinvolgimento del Tribunale di Ferrara e dell’Ordine degli Avvocati". E prosegue. "L’obiettivo è quello di rendere le nostre comunità davvero amiche della demenza per contribuire a migliorare la qualità di vita dei malati ma anche delle loro famiglie - dice la Delogu - Gli amici della demenza sono concittadini, che si rendono consapevoli di queste problematicità, che aiutano coloro che convivono con la demenza anche attraverso piccole azioni, dimostrazione che laddove si presta attenzione e cura verso chi ha una patologia come l’Alzheimer è possibile costruire un supporto locale che stimoli l’inclusione, il concetto di rete territoriale come una continua missione, per combattere lo stigma ed essere accoglienti sia verso la persona affetta da demenza che verso i caregiver ossia coloro che nella quotidianità assistono quella persona e spesso rischiano di essere o trovarsi a loro volta isolati". Tira le conclusioni. "Quindi, oltre allo sviluppo e al potenziamento di progetti ed iniziative volte a favorire il mantenimento a domicilio del paziente con demenza per il maggior tempo possibile - conclude - anche il potenziamento del dialogo con l’associazionismo, con i gruppi di auto-mutuo aiuto informali che si rivolgono ai caregiver ma con la cittadinanza tutta, promuovendo cultura sociale d’inclusione".