Marco Barboni aveva 19 anni
Marco Barboni aveva 19 anni

Ferrara, 13 maggio 2019 – La morte di Marco Barboni, un operaio di appena 19 anni di Volania, nel comacchiese, avvenuta poco prima della mezzanotte di sabato distrutto di dolore la sua famiglia.

Proprio sabato sera lo stavano aspettando tutti, papà, mamma e il fratello maggiore. Ma lui, in quella casa alle porte del paese, non c’è mai arrivato. Marco avrebbe compiuto 20 anni a dicembre, si era diplomato poco più di un anno fa all’istituto scolastico superiore ‘Guido Monaco di Pomposa’.

Subito dopo aveva trovato lavoro come operaio metalmeccanico alla Berco di Copparo.  Poche parole, strozzate da un nodo alla gola che nulla e nessuno potrà sciogliere, quelle pronunciate ieri mattina da Gabriele Barboni, padre di Marco, che in queste ore di disperazione prova a ricordare il figlio scomparso poche.

«Marco è un ragazzo come tanti – dice con un filo di voce e senza ancora riuscire a parlarne al passato –. So solo che nel momento in cui ci è stato strappato stava tornando a casa, ed era poco distante da qui. Ormai era arrivato. Ora, a livello emotivo la mia è una famiglia distrutta».

Pochi minuti e alla conversazione si unisce anche il fratello maggiore di Marco, Stefano, 25 anni. Poco più di un filo di voce per mostrare una foto del fratello sorridente, scattata in un momento di felicità. Un sorriso luminoso che si è spento per sempre in un terribile schianto dopo una serata trascorsa in allegria con gli amici.

Poi, come un fiume in piena, i ricordi affiorano dalla bocca del padre. «La passione per la moto Marco l’aveva presa da me – confida –, ma quella per il calcio era una cosa tutta sua. Fino a quattro anni fa giovava nella Laghese, con orgoglio e soddisfazione. Impossibile non seguirlo e non gioire o essere tristi con lui, in base alle vittorie o alle sconfitte della squadra. Marco, un ragazzo come tutti, un ragazzo come tanti, ma era mio figlio, nostro figlio e fratello. Ora che non c’è più nulla sarà mai più come prima».

Fino a quattro anni fa Marco giocava nella Laghese come attaccante. Aveva cominciato con i ‘pulcini’ e aveva proseguito con impegno in un percorso che gli aveva dato tante soddisfazioni e tanti amici che lo hanno accompagnato nel corso degli anni. E che ora stanno piangendo per quel sorriso luminoso, spazzato via per sempre al termine di un cupo sabato sera di primavera.