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1 mag 2022

"Marco, dacci tu la forza di andare avanti"

Lo straziante saluto della madre al funerale del quindicenne morto nell’assurdo incidente di Cento: 500 persone per l’addio

"Sì, dev’essere così, che tutto quel che accade ha un senso", cantava anni fa Cesare Cremonini. E questo è quello che la vita insegna anche se a giornate come quella di ieri, al funerale di un giovane di neanche sedici anni, è difficile trovare un senso. Il paese di Granarolo era silenzioso, ieri, quando attorno alle 14 si sono iniziati a radunare gli amici e i familiari di Marco Lelli Ricci per il suo funerale. Il 15enne di Quarto Inferiore, frazione di Granarolo, che avrebbe compiuto gli anni tra pochi giorni, è morto ai primi di aprile, a Cento, in via Nuova a Pilastrello, mentre, in macchina con i genitori, stava rientrando da una partita di basket giocata con la sua squadra, la Granarolo Basket Village Asd, a Finale Emilia. Il Qashqai nero su cui viaggiava la famiglia, verso le 21, stava percorrendo una strada oggetto di alcuni lavori ed è finito all’improvviso, dopo un salto di tre metri, nello scavo di un cantiere stradale, pare a causa della mancanza di una transenna divisoria.

L’unico a perdere la vita nell’incidente, morendo sul colpo, è stato proprio Marco che lascia dietro di sé i genitori, che sono stati a lungo ricoverati al Maggiore per vari traumi, e il fratello 22enne, oltre che tanti amici e compagni del mondo dello sport. Tutte queste persone, oltre 500, erano riunite ieri pomeriggio nella chiesa di Granarolo per dargli l’ultimo saluto. Tantissime le corone di fiori che sono state posate in chiesa in ricordo del giovane e talentuoso studente, oltre che promessa del basket, la cui vita è stata spezzata troppo presto da un destino implacabile e beffardo. "Chi dà tanto amore riceve tanto amore". Questa la breve, ma potente frase scelta e riportata sul retro della foto ricordo di Marco, foto in cui il giovane appare bellissimo e sorridente, così come tutti lo ricordano da un mese a questa parte.

Inoltre, per volontà della famiglia, è stato possibile fare offerte ad Airc o alla società sportiva nelle cui fila militava il 15enne. Ad adornare la chiesa e ad attendere l’arrivo del feretro, che dall’incidente era rimasto alla camera mortuaria di Cona, tante magliette colorate con cuori rossi, magliette dedicate a lui, e palloncini bianchi. Tra i giovani, insieme anche a tanti compagni di scuola, la squadra giovanile della Virtus, squadra in cui Marco aveva giocato pochissimi anni fa, con divisa e rosa bianca. La bara, cosparsa di fiori bianchi e gialli, è arrivata in chiesa seguita dalla famiglia di Marco. Erano presenti il fratello e i genitori, ancora notevolmente debilitati dall’incidente e rientrati a casa dall’ospedale solo da qualche giorno. La salma è, poi, stata accolta da don Massimo Ruggiano, ex parroco di Quarto Inferiore, che aveva battezzato Marco quasi sedici anni fa: "Quello che è stato scritto dietro la tua foto è la verità. Viviamo per amare e tu, creativo, amorevole, forte ragazzo, lo hai fatto fino alla fine".

A prendere la parola, dopo il sacerdote, la madre in lacrime che, con le sue parole, ha commosso tutti i presenti: "È stato un onore per me averti come figlio. Non so come faremo ad andare avanti, ma ce la faremo grazie all’amore di tuo fratello, che non ci lascia mai, e alla forza che ci infonderai tu. Non dimenticherò mai quanto ci divertivamo e tutte le cose che mi raccontavi o la musica che ascoltavamo insieme. Grazie perché sei stato un figlio meraviglioso. Ti amo". Era presente anche il sindaco Alessandro Ricci in segno di partecipazione da parte della comunità.

Zoe Pederzini

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