FEDERICO DI BISCEGLIE
Cronaca

Maxi piano contro i tempi d’attesa "Accessi, il 70% non sono gravi"

Separazione dei flussi d’ingresso, convenzioni con i medici e centri d’assistenza-urgenza. I pilastri di Donini . Calamai annuncia che a Cona partirà il ‘see and treat’, in arrivo 7,5 milioni per il Santissima Annunziata.

Maxi piano contro i tempi d’attesa  "Accessi, il 70% non sono gravi"

Maxi piano contro i tempi d’attesa "Accessi, il 70% non sono gravi"

di Federico Di Bisceglie

Separazione dei flussi d’accesso al pronto soccorso, convenzioni con i medici di medicina generale e con quelli di continuità assistenziale e creazione dei Cau (centri di assistenza-urgenza). Su questi pilastri si muove la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza che ha in animo di realizzare la Regione Emilia-Romagna.

In realtà, come ha più volte sottolineato ieri mattina alla conferenza territoriale socio-sanitarie l’assessore alla Sanità Raffaele Donini, il respiro di questa riorganizzazione vuole essere più ampio "recependo anche istanze che vengono da altri territorio" per arrivare a un documento "che sia condiviso da tutti". Sì, perché il problema dell’emergenza-urgenza, scandisce l’assessore regionale, "non è solo della nostra regione, ma è nazionale". Guardando ai numeri – oggettivi – emiliano-romagnoli emerge che il problema più grosso da qui al 2025 sarà quello della mancanza di medici in questo segmento delicatissimo. La stima – di cessazioni previste, al netto di ciò che non si può quantificare allo stato – parla di una carenza di "di oltre quattromila unità". Per cui, se già gli organici dei sanitari sono all’osso in questo momento, da qui al futuro sarà ancor peggio. Ma è proprio dai sanitari che la Regione vuole partire. "Ci siamo confrontati e continueremo a farlo, con i professionisti emiliano-romagnoli – spiega Donini – perché riteniamo che il loro coinvolgimento sia fondamentale, anche in ottica di miglioramento delle loro condizioni lavorative". Gli altri due punti strategici, a proposito del coinvolgimento dei medici, stipulare "apposite convenzioni con i medici di medicina generale", anche superando gli incagli burocratici e, da ultimo, sfruttare la rete degli oltre 800 medici di comunità assistenziale in modo da alleggerire le strutture ospedaliere. Strutture nelle quali dovranno essere ripensati gli accessi. Anche in questo senso, i numeri aiutano a comprendere come molti degli accessi al pronto soccorso sarebbero evitabili. "Circa il 70% degli accessi ai pronto soccorso – spiega Donini – è inquadrabile nella categoria di bassa criticità: codici bianchi o verdi. E, l’80% degli accessi, viene effettuato nelle strutture ospedaliere più grandi". Vale a dire 18 in tutta la Regione e, a livello provinciale, nell’hub di Cona. Ed è per questo che Cau e Abc (come quello alla cittadella San Rocco e a Comacchio) saranno fondamentali per la nuova geografia della sanità territoriale. Tant’è che, su questo, il nostro territorio è all’avanguardia come ha spiegato lo stesso Donini dopo l’excursus sul nuovo numero di emergenza (112). L’ambulatorio a bassa complessità (o Cau che dir si voglia nel caso ferrarese) sta già raggiungendo uno degli obiettivi principali della riorganizzazione, ossia la diversificazione dei flussi di accesso, sgravando in parte l’ospedale di Cona. L’idea della direttrice generale di Ausl e Aosp, Monica Calamai, è quella di implementare i Cau sul territorio laddove ce ne saranno le possibilità. Comunque, alla base di tutto, la volontà è quella di rafforzare la sanità territoriale e potenziare i Dea. A questo proposito Calamai rilancia sulla necessità di un "maggiore coinvolgimento" anche delle guardie mediche. In tutto questo pende la questione della fusione delle due aziende. La direttrice annuncia, in questo senso, di aver chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci di poter procedere con la sperimentazione. Dopo gli interventi di alcuni sindaci, Calamai annuncia che a Cona, da giugno, partirà il ‘see and treat’ per ridurre i tempi d’attesa e comunica l’arrivo di 7,5 milioni di euro per l’ospedale di Cento. E la riorganizzazione regionale? "Entro giugno – chiude Donini – avremo un piano organico, condiviso con tutti".