Il rettore uscente Giorgio Zauli, mentre sale le scale che portano all’accesso del Municipio
Il rettore uscente Giorgio Zauli, mentre sale le scale che portano all’accesso del Municipio
di Federico Di Bisceglie La difesa di un modello educativo parte dalla consapevolezza di essere dalla parte giusta. Rivendicare "un metodo pedagogicamente valido" sotto il fuoco incrociato delle critiche significa esporsi per la propria università. L’onda lunga delle polemiche ingaggiate in particolare dagli studenti di Medicina per tornare a lezione in presenza trova risposta nelle parole del rettore uscente Giorgio Zauli: "Mi sembrano osservazioni autolesioniste". Partiamo dalle basi. "Come modello organizzativo – spiega il magnifico – rivendichiamo l’autonomia decisionale dell’ateneo....

di Federico Di Bisceglie

La difesa di un modello educativo parte dalla consapevolezza di essere dalla parte giusta. Rivendicare "un metodo pedagogicamente valido" sotto il fuoco incrociato delle critiche significa esporsi per la propria università. L’onda lunga delle polemiche ingaggiate in particolare dagli studenti di Medicina per tornare a lezione in presenza trova risposta nelle parole del rettore uscente Giorgio Zauli: "Mi sembrano osservazioni autolesioniste". Partiamo dalle basi. "Come modello organizzativo – spiega il magnifico – rivendichiamo l’autonomia decisionale dell’ateneo. Secondariamente,occorre tener presente che tutt’ora persiste lo stato di emergenza. Per cui, la modalità mista che abbiamo adottato per l’erogazione dell’attività didattica, è l’unica strada percorribile". Fermo restando che "laboratori e tirocini vengono svolti completamente in presenza". Sulle lezioni videoregistrate, il numero uno dell’ateneo sgombera il campo da equivoci: "È un’opportunità per i ragazzi – rimarca – proprio perché sono fruibili in momenti diversi. Non solo: per i docenti si tratta di un aggravio di lavoro notevole". Zauli ribadisce, come già sostenuto a più riprese su queste colonne che, al netto dell’aspetto sanitario, in questa situazione emergenziale concorre anche un fattore sociale. "Non ci dimentichiamo – così il rettore – che siamo un’università pubblica. Perciò il nostro compito è di poter arrivare a più studenti possibile, quindi anche a coloro le cui famiglie non riescono a far fronte alle spese per farli studiare in città". Proprio a causa "dell’emergenza epidemiologica che ha messo sul lastrico molti nuclei familiari". Non secondario, poi, l’aspetto pedagogico. "La modalità mista ha un riscontro pedagogico oggettivo – sostiene con veemenza il rettore – . È un metodo consolidato che, al netto di quelli che si lamentano, ha un buon riscontro fra gli studenti. Peraltro, il buon livello di superamento degli esami lo conferma". Sul fronte del ritorno in presenza, Zauli non dribbla, ma anzi annuncia: "Una volta terminato lo stato di emergenza – così il rettore – torneremo a vivere al 100% l’università. Stiamo infatti ragionando di un ritorno in presenza a partire dal secondo semestre, da gennaio". Nel frattempo, i vertici dell’ateneo pensano, a breve, di aggiungere un altro appuntamento in presenza nel corso della settimana, oltre a quello già previsto. A testimonianza "dell’eccellente conduzione del corso di laurea di Medicina e Chirurgia", è stata rieletta con 164 voti (a fronte di 24 incassati dalla sfidante), Tiziana Bellini. Per la quale Zauli ha parole di assoluto apprezzamento. "Si tratta di una docente di rara serietà e competenza – così il numero uno di Unife – . Il suo lavoro per noi è stato preziosissimo e, in vista dell’arrivo degli ispettori di Anvur (il prossimo anno), la sua rielezione rappresenta un elemento di garanzia e stabilità". L’ultimo fronte è quello dell’apertura della sede di Medicina a Cotignola. I primi giorni di novembre dovrebbe essere discussa la vicenda al Consiglio di Stato. Si vedrà.