Ferrara, 13 dicembre 2019 - La locandina che innesca l’odio. Come da consuetudine, i militanti e i simpatizzanti della Lega ferrarese, hanno organizzato la cena per scambiarsi gli auguri natalizi. Appuntamento, a cui peraltro presenzieranno sindaco e vicesindaco, per giovedì prossimo, a partire dalle 21 alla ‘Locanda della Zucca’. Nell’invito, diffuso via social, appaiono le facce dei consiglieri Pd, Aldo Modonesi e Ilaria Baraldi. Quest’ultima inserita all’interno della benna della ruspa assieme a due ‘Sardine’ e l’ex candidato sindaco su una macchina e su un fac simile di una patente. Buon senso vorrebbe che la polemica si limitasse al gusto, più o meno discutibile, della locandina. Invece, "la macchina dell’odio si è avventata contro di me, che mi sono limitato a fare il mio lavoro". A parlare è Dario Padovani che, oltre ad un lungo post su Facebook, spiega al Carlino le ragioni della sua scelta, legittima, di ospitare la cena del Carroccio. Padovani, perché concedere il locale al gruppo della Lega per la cena? "Per me avrebbe potuto esserci chiunque. Se domani Pd o 5 stelle (e chiunque altro) vuole organizzare una cena non ha che da chiedere. Non è stata una scelta dettata dall’ideologia. La locandina l’ha realizzata il gruppo del partito, io non c’entro. Io mi sono limitato a fare il mio lavoro. Certo è che non mi sarei mai aspettato una macchina dell’odio così potente". Cosa intende dire? "Intendo dire che, da quando è circolato l’invito alla cena, si è davvero scatenato contro di me un putiferio. Chiamate intimidatorie, messaggi e mail di clienti che mi hanno detto "che da me non sarebbero più venuti manco a prendere il caffè’ per via di aver ospitato la cena del Carroccio. Addirittura persone che hanno chiamato minacciandomi di querela. Davvero un odio insensato e di una violenza inaudita. Ancora faccio fatica a capacitarmene". Come ha reagito lei a tutto questo? "Sono incredulo. Davvero. Mai avrei immaginato che facendo il mio lavoro mi sarei trovato ad affrontare un calvario del genere. Peraltro, prima di avere la ‘Locanda della Zucca’ io avevo la ‘Tana del drago’ a San Bartolomeo in Bosco. Locale nel quale spesso venivano a mangiare esponenti del Pd a partire dal sindaco e dal vicesindaco. Io li ho sempre trattati con rispetto e loro ugualmente. Tanto per fare un esempio di come il mio approccio non sia politico ma professionale alle cose". Dunque, come si sente di rispondere a coloro che le hanno mosso queste accuse? "Che sono un imprenditore onesto e ho accettato di concedere unicamente la sala perché duecento persone a cena fanno oggettivamente comodo ad un’impresa. Vorrei fare loro una domanda". Cioè? "Chi mi ha scritto, minacciato e offeso sa cosa vuol dire fare impresa tutti i giorni? Sa cosa vuol dire portare avanti un’attività di questo tipo? Forse troppo spesso ci si dimentica di come noi imprenditori abbiamo prima di tutto la responsabilità di dover, a fine mese, garantire lo stipendio prima di tutto ai nostri dipendenti". Cosa le rimarrà da tutta questa polemica? "Fondamentalmente una grande amarezza, come detto. Queste telefonate, a tratti minacciose, sia nei miei confronti che verso il locale sinceramente non le capisco e mi rattristano profondamente, sebbene qualche segnale di solidarietà mi sia arrivato. E, soprattutto, mi turba il fatto che venga messa in dubbio la mia professionalità costruita in anni e anni di lavoro, di immensi sacrifici, solo ed esclusivamente per una cena natalizia".