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22 mag 2022

Monteverdi, Vivaldi e i discepoli barocchi Se la musica è sacra

Nuova tappa di ’Ferrara organistica’, alla regia il docente Matesic. Il concerto questa sera nella basilica di San Cassano a Comacchio

22 mag 2022
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio
. Il coro del Conservatorio Ad esibirsi gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo foto d’archivio

Quattrocento anni di creatività musicale sacra della zona adriatica saranno l’anello di congiunzione del prossimo concerto di Ferrara Organistica. Questa sera l’appuntamento è a Comacchio, alle 17, nella basilica concattedrale di San Cassano di Comacchio. Ad esibirsi saranno gli allievi delle classi di canto, canto barocco e organo del Conservatorio, l’Ensemble vocale femminile e il Coro da Camera del Conservatorio con la direzione di Manolo Da Rold. Ferrara Organistica 2022 è coordinata dal docente del conservatorio Frescobaldi, Wladimir Matesic. "Il programma – spiega Matesic – si propone di valorizzare la tradizione musicale sacra del comprensorio della cosiddetta “Alpe Adria”, regione che eredita la sua estensione dal non più esistente Patriarcato di Aquileia, dalla Repubblica di Venezia e infine dall’Impero austro-ungarico. Nordest italiano, Austria, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia hanno costituito un “unicum in varietate” culturale, dove fino al 1918 le tre culture predominanti - italiana, tedesca e slava - si sono virtuosamente intersecate, fino a che le assurde rivendicazioni nazionaliste non hanno fatto cessare questo idillio. La musica pare aver funzionato sempre da collante per ogni divisione, tant’è che – prosegue – in tutte queste regioni ancora oggi esiste una tradizione non solo di esecuzione - con cori di livello (al 2019, la sola Trieste contava ben 55 società corali in attività) e organi di eccellente fattura, suonati da organisti per lo più professionisti - ma anche compositiva". Verranno eseguiti brani che attraversano oltre quattrocento anni di creatività musicale sacra adriatica, dai capiscuola veneziani Monteverdi e Vivaldi, ai discepoli barocchi Spongia (PulaPola) e Lukacic (SibenikSebenico), il rappresentante dello stile galante Bajamonti (SplitSpalato), fino a raggiungere l’epoca romantica e moderna con Smareglia (PulaPola), Radole (Barbana d’Istria), Pineschi, Sofianopulo e Coral (Trieste), Di Piazza (Udine) e Brisotto (Oderzo). Ingresso libero.

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