Morì nel rogo della villetta. Incendio per cause accidentali. Inchiesta verso l’archiviazione

Esclusa l’ipotesi dolosa per il decesso di Celestina Valdez Busten, rimasta gravemente ustionata. La donna si era lanciata dalla finestra della villetta per sfuggire alle fiamme, fu trovata in giardino. .

Morì nel rogo della villetta. Incendio per cause accidentali. Inchiesta verso l’archiviazione

Morì nel rogo della villetta. Incendio per cause accidentali. Inchiesta verso l’archiviazione

Il caso era partito come una tragedia con diverse ombre su cui gettare luce. I punti oscuri riguardavano sia la reale identità della vittima, irriconoscibile a causa delle ustioni, sia le cause all’origine di quel rogo che le è costato la vita dopo alcuni giorni di agonia. Gli accertamenti disposti dalla procura hanno però portato a verificare che l’incendio che ha devastato l’abitazione nella quale viveva Celestina Valdez Busten, 59enne di origine straniera, è scoppiato in maniera accidentale. L’origine, secondo quanto emerso, sarebbe da ricercare o in un corto circuito di qualche elettrodomestico oppure nella fiamma di qualche candela di cui la donna faceva uso e che potrebbe essere sfuggita al suo controllo. In ogni caso, nulla che faccia pensare al dolo e al coinvolgimento di terzi. Un’ipotesi quest’ultima che, insieme a tante altre, era al vaglio negli istanti immediatamente successivi alla tragedia, quando erano ancora diversi i tasselli mancanti per completare il quadro. Sulla base delle conclusioni investigative, il pubblico ministero Barbara Cavallo ha recentemente chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sull’accaduto.

I fatti. La tragedia di Celestina Valdez Busten risale al novembre del 2023. L’incendio è scoppiato intorno alle 7.30 in una villetta di via Colorado, una traversa di viale Stati Uniti d’America, al Lido delle Nazioni. Le fiamme e il fumo hanno rapidamente invaso l’abitazione all’interno della quale si trovava la 59enne. Quando la malcapitata si è accorta di quanto stava accadendo era ormai troppo tardi per trovare una via d’uscita attraverso la porta d’ingresso. L’unica speranza era un gesto disperato: saltare dalla finestra del bagno al primo piano dell’edificio. Purtroppo, quando ha trovato il coraggio di lanciarsi, aveva già respirato del fumo e riportato numerose gravi ustioni. Dopo il volo nel vuoto e l’urto a terra, la donna ha perso i sensi. È nel giardino dell’abitazione che è stata trovata dai soccorritori, nel frattempo giunti sul posto. I sanitari del 118 si sono subito presi cura della 59enne, che è stata poi trasportata in elicottero all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è rimasta ricoverata in gravissime condizioni per alcuni giorni. Purtroppo, le cure dei medici non sono state sufficienti a salvarle la vita. Nel rogo della sua villetta aveva riportato ustioni devastanti sul sessanta per cento del corpo, volto compreso. Qui la prima difficoltà nell’attività investigativa, in quando la donna non era immediatamente riconoscibile. Il riconoscimento formale – per quanto grazie alle ricostruzioni degli inquirenti i dubbi fossero pochi – è arrivato soltanto dopo l’esame del Dna.

Le indagini. Quella mattina i vigili del fuoco di Comacchio e Codigoro avevano lavorato a lungo per domare il rogo che aveva devastato la casa, rimasta inagibile. Il focus si era poi stretto sulle cause, anche quelle non immediatamente identificabili, viste le condizioni in cui era ridotto lo stabile, completamente distrutto dalle fiamme. Gli approfondimenti hanno però portato ad escludere la natura dolosa, facendo concentrare le ipotesi sulle cause accidentali e convincendo il pubblico ministero a mandare l’inchiesta in archivio.

Federico Malavasi