Reddito cittadinanza, il concorso per navigator (Foto LaPresse)
Reddito cittadinanza, il concorso per navigator (Foto LaPresse)

Ferrara, 19 agosto 2019 - Da Navigator al reddito di cittadinanza, il passo rischia di essere breve. Anche tra i ferraresi vincitori del concorso per diventare esperti di riferimento nei Centri dell’Impiego, la soddisfazione di aver superato la selezione è durata poche settimane. Fra i tredici vincitori, infatti, tre sono stati esclusi con la motivazione che il titolo di studio (la laurea in Scienza delle Comunicazioni vecchio ordinamento), non rientrava tra quelli ‘equipollenti’. Di qui l’immediata inidoneità, e la mancata convocazione al summit dei Navigator – pomposamente ribattezzato Kick Off Day – che si è svolto a fine luglio a Roma.

La vicenda, che investe come detto alcuni ferraresi, sta provocando un mezzo caos a livello nazionale: i ricorsi sono oltre un centinaio (a fronte degli oltre 2900 dichiarati idonei), e anche nella nostra città c’è chi sta riflettendo se impugnare il provvedimento dell’Anpal. L’agenzia nazionale per la pubblica amministrazione, responsabile della selezione e del vaglio delle domande, è accusata di aver creato un autentico pasticcio: perché il fatto che alcune lauree – peraltro equiparate a quelle magistrali – non rientrassero tra quelle che davano diritto a partecipare al concorso, è emerso soltanto a posteriori.

Quando era già stata data ampia pubblicità alla lista dei vincitori (tredici, come detto, per la Provincia di Ferrara), con la possibilità perciò che i candidati rinunciassero – visti i tempi strettissimi in cui si è svolta la procedura di selezione – ad altri posti di lavoro, o più banalmente alle vacanze. Tutto irrituale, racconta un Navigator (che invoca l’anonimato, visto che tra i requisiti c’è anche il vincolo di riservatezza imposto dall’Anpal): prima la comunicazione dell’avvenuta vittoria, quindi l’assenza di qualsiasi comunicazione. Nei giorni precedenti il ‘Kick Off Day’, in effetti, a qualcuno è venuto il sospetto, visto che altri stavano partendo per Roma. Inizialmente, il pensiero che ci sarebbe stata una seconda convocazione – visto il numero dei partecipanti –, poi l’amara scoperta. «A seguito delle verifiche condotte con il Miur – si legge nella comunicazione dell’Anpal –, il suo titolo di studio non è equipollente. (...) Sulla base delle vigenti disposizioni normative nel valutare l’equivalenza o l’equiparazione dei titoli di studio non è dato ricorrere ad argomentazioni di carattere transitivo e biunivoco». Lo stesso lessico della comunicazione, evidenziano gli ormai ex Navigator, evidenzia poca chiarezza. Di qui l’ipotesi di presentare ricorso, e non soltanto per stemperare l’amarezza. Il modo in cui è stato concepito il bando dell’Anpal, infatti, fa sì che alcuni candidati, con un curriculum di indubbio spessore – comprendente anche lauree del vecchio ordinamento –, si ritrovino esclusi, oggi, a fronte di altri selezionati con una preparazione minore per via di un curriculum meno specializzato.