La suggestione di una macchina del tempo, antichi personaggi che riecheggiano tra le pietre di una città semi dormiente. ‘La guida segreta di Ferrara’, l’ultima fatica letteraria dello storico Federico Moro (edito da Edizioni della Sera, diretta da Stefano Giovinazzo), è a metà fra il libro di viaggio e la narrazione storica, senza velleità saggistiche. "E’ un altro tipo di approccio, un altro genere", spiega l’autore. Padovano di nascita, Veneziano d’adozione con alle spalle una solida formazione classica, Moro è uno dei...

La suggestione di una macchina del tempo, antichi personaggi che riecheggiano tra le pietre di una città semi dormiente. ‘La guida segreta di Ferrara’, l’ultima fatica letteraria dello storico Federico Moro (edito da Edizioni della Sera, diretta da Stefano Giovinazzo), è a metà fra il libro di viaggio e la narrazione storica, senza velleità saggistiche. "E’ un altro tipo di approccio, un altro genere", spiega l’autore. Padovano di nascita, Veneziano d’adozione con alle spalle una solida formazione classica, Moro è uno dei tanti che, conosciuta ed esplorata Ferrara, ne è rimasto rapito. "E’ una città che mi ha sempre affascinato dal punto di vista storico e architettonico".

Moro, la fascinazione è un conto. Scrivere una guida, per di più segreta, di Ferrara è un arduo compito. Come nasce questa idea?

"Come detto si tratta di un amore incondizionato per la città estense che peraltro ha contatti diretti con la mia Venezia. Ormai oltre dieci anni fa ho scritto un libro sui conflitti tra il ducato estense e la Serenissima. Il libro nasce dal fatto che sono un grande viaggiatore. La guida su Ferrara è la terza di una serie che è partita da Verona, passando per Mantova. Quindi, ho proseguito lungo la linea del Po".

Come mai ha scelto l’aggettivo ‘segreta’ per questa guida?

"Il senso profondo di quest’opera è da ricercarsi nella volontà di cogliere l’essenza dell’anima di questa città, come di tutte quelle a cui ho dedicato le mie guide".

Secondo lei dunque dove si trova l’anima di Ferrara?

"Nelle sue pietre e nelle mutazioni che il territorio ha subito nell’arco dei secoli. Tendo, quando arrivo nei posti che decido di frequentare, ad avere una visione dell’alto delle città. Per questo motivo sono un grande frequentatore di campanili. Tornando alle mutazioni del territorio, è interessante dedicarsi al raffronto delle antiche cartine ferraresi con quelle attuali. La città e il territorio nascono sul fiume. Questa componente, anche nella conformazione, rende Ferrara molto simile a Venezia".

Nel libro sono raccontanti, quantomeno idealmente, incontri con personaggi illustri della nostra città.

"Certo. E’ un modo per raccontare la vita e i personaggi illustri della città e che in qualche modo ne hanno condizionare la storia. Basti pensare che il primo teatro stabile nasce proprio a Ferrara".

Questo libro a che tipo di lettori è rivolto?

"Questo libro è rivolto a due generi di lettori. Da un lato ai ferraresi stessi che spesso, come succede anche ai veneziani, non conoscono alcuni anfratti della città. Dall’altro a tutte le persone che sono interessate a visitare Ferrara, guardandola sotto un’altra prospettiva".

Federico Di Bisceglie