A seguito dell’operazione della polizia e della Dda di Bologna che ha sgominato gli affari di un clan mafioso nigeriano tra Ferrara e Torino, l’amministrazione, per tutelare Comune e risorse dei cittadini, ha ritenuto doveroso effettuare alcune verifiche in ordine alle figure che, come da notizie diffuse, sono ritenute coinvolte. Da una prima analisi è emerso che quello che per gli investigatori è il capo dell’organizzazione criminale operante a Ferrara, Emmanuel Okenwa, detto...

A seguito dell’operazione della polizia e della Dda di Bologna che ha sgominato gli affari di un clan mafioso nigeriano tra Ferrara e Torino, l’amministrazione, per tutelare Comune e risorse dei cittadini, ha ritenuto doveroso effettuare alcune verifiche in ordine alle figure che, come da notizie diffuse, sono ritenute coinvolte. Da una prima analisi è emerso che quello che per gli investigatori è il capo dell’organizzazione criminale operante a Ferrara, Emmanuel Okenwa, detto Boogye e noto come dj di musica afro-beat, avrebbe suonato nel contesto di eventi patrocinati da precedenti amministrazioni e, in almeno un caso, finanziati con fondi pubblici. In particolare, Okenwa ha aperto l’evento High Foundation, nel giorno dell’inaugurazione, il 26 giugno 2012, evento che è stato poi destinatario di contributi pubblici, come quelli emersi – per duemila euro – dalla delibera Gc-2012-63 del 9 ottobre 2012. Okenwa inoltre posta sul proprio profilo Instagram una foto da lui stesso descritta come foto di una sua performance musicale. Dalla foto è visibile la locandina col logo del Comune di Ferrara. La foto è al vaglio e dalle prime verifiche il contesto sembra essere il ‘Nigerian party’ del 2012 (foto), evento organizzato in occasione dell’anniversario della liberazione della Nigeria, come illustrato nel programma della Festa della legalità e della responsabilità, patrocinato e presentato in Comune alla presenza dell’allora assessore alle politiche sociali Chiara Sapigni. Da qui si spiegherebbe la presenza del logo comunale.

"Verificare se siano stati spesi, dalle passate amministrazioni, soldi pubblici che possono essere confluiti nelle tasche di chi è oggi ritenuto dagli inquirenti un capomafia era ed è doveroso. Stiamo procedendo con ulteriori approfondimenti. Quanto sta emergendo, dalle verifiche in corso, è allarmante e grave. Intendiamo andare fino in fondo, attivando tutte le azioni utili a tutelare il Comune e il denaro dei cittadini", dice il sindaco Alan Fabbri. Il vicesindaco e assessore alla legalità Nicola Lodi aggiunge: "Quando ho appreso che il dj avrebbe suonato al festival della legalità e della responsabilità sono trasalito. Pensare che a Ferrara sia stato coinvolto in eventi con patrocinio comunale una figura che si è poi rivelata un capomafia è sconvolgente e la dice lunga dei paradossi di un certo multiculturalismo e dei modelli di integrazione per anni sostenuti dal Pd ferrarese".