MARIO BOVENZI
Cronaca

Nella morsa dell’afa Picchi fino a 36 gradi, maglia nera in regione La grande fuga nei parchi

Boom nelle vendite dei climatizzatori, ma c’è chi li usa con parsimonia "Energia elettrica alle stelle, rischiamo di trovarci una bolletta salatissima". Tanti anziani si rifugiano nei centri sociali, tra quattro chiacchiere e giornali.

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Nella morsa dell’afa Picchi fino a 36 gradi, maglia nera in regione La grande fuga nei parchi

di Mario Bovenzi

Si riparano sotto il portico del ’Bar Nuovo’, a Pontelagoscuro, alcuni pensionati. Il Carlino e la Rosa (la Gazzetta dello sport) spianati sul tavolo. "Il condizionatore? Si è rotto, uso una ventola. Il grande problema è l’umidità", sentenzia Francesco Albione, nato a Marsala, la sua vita a Pontelagoscuro dove è arrivato 70 anni fa. Sembra un’altra epoca. "Ogni tanto faccio partire l’aria condizionata, non vorrei salvarmi dal caldo per trovarmi una bolletta da incubo", interviene Carlo Piselli. Tecniche di resistenza al sole che picchia e al caro vita, con una città che si scopre già da metà mattina a 36 gradi, umidità che si taglia a fette. Record in Emilia Romagna, poco più giù Bologna dove la colonnina si è fermata a 35, Modena a 33, si risale ancora a Reggio Emilia che ha toccato 34 gradi, Ravenna 33, Rimini 32. Cocente picco che fa correre ai ripari i volontari di ’Ponte in festa’, manifestazione che ha unito sport e fede, la parrocchia e una società di calcio. "Ci sono gli stand all’aria aperta – spiega Dante Andriolini, volontario della parrocchia, responsabile per la Caritas della sezione che si occupa degli alimenti per i poveri – e i tavoli all’interno. Quando c’è gente riempiamo tutto, per il momento comunque le famiglie preferiscono cenare fuori".

E’ preoccupata per l’ondata di calore che ha i contorni della non così lontana Africa, Chiara Severino a spasso ieri con la sua bambina Mia, dieci mesi buona buona nel suo passeggino. "La proteggo con l’ombrellino, senza non si può uscire – dice la madre – e poi ho comprato in Internet due ventilatori portatili, uno bianco per me e uno di colore rosa per lei. Ci rinfreschiamo. Comunque adesso torniamo a casa, qui non si può stare". Loreta Prampolini, presidente del centro sociale ‘Il Quadrifoglio’, ed il suo braccio destro Claudia Pellegrinelli, sono sedute ai tavolini davanti al bancone. "Facciamo tante iniziative, manifestazioni per i nostri associati, per i cittadini che vogliono frequentare il centro – spiega la presidente –. La mattina c’è chi viene a prendere un caffè, qui basta aprire le finestre. C’è una bell’arietta che entra, i condizionatori li facciamo partire solo quando ci sono iniziative, eventi. L’energia elettrica costa un occhio della testa".

Boom in questi giorni anche nelle vendite di condizionatori e di ventilatori con le pale, che girano lente e stentano a spezzare l’afa. Davanti alla cattedrale una coppia di inglesi scopre la città, sotto la volta di un ombrello. Altre latitudini, un altro stile. Per sfuggire alla calura ragazzi e famiglie si rifugiano nell’angolo verde di parco Massari, nelle panchine all’ombra dei giardini. Magari anche per un sorso d’acqua per placare la sete che l’aria arroventata porta con sé. Consuelo Cagnati, una giovane mamma, varca il cancello del parco con il figlioletto Daniel, nemmeno tre anni. Con loro c’è anche la nonna. Quella fontanella sembra un miraggio, sul prato studenti accampati gli occhi ai libri, la testa all’esame e soprattutto al fresco.