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3 mag 2022

"Nessuna garanzia, il polo rischia il collasso"

Nel giorno della festa dei lavoratori incontro in prefettura con i parlamentari Pd e i sindacati: "Mancano investimenti per la fase successiva"

Primo maggio in prefettura per parlare di lavoro e del futuro del petrolchimico insieme ai parlamentari del Pd. "Sono soddisfatta per l’ospitalità, l’ascolto e la disponibilità ricevuta dal prefetto, Rinaldo Argentieri, e per le istanze giunte dai sindacati presenti, ossia Cgil e Uil (assente per impegni la Cisl, ndr)". Così la senatrice Pd Paola Boldrini commenta l’incontro di domenica con i colleghi Alan Ferrari, Stefano Collina, Andrea Ferrazzi. Un confronto avvenuto nell’ambito di ‘Avvicina’, progetto itinerante condotto dal gruppo senatori del Pd in realtà fragili del Paese. Suddiviso in due momenti – primo, senatori e prefetto, secondo, senatori, prefetto e sindacati – ha consentito di portare il petrolchimico all’attenzione nazionale e di sviscerare moltissimi temi collaterali: dall’assenza nel Pnrr di una voce dedicata alla chimica alla necessità di programmare la transazione ecologica evitando visioni ideologiche che penalizzino l’occupazione.

"La sfida è fare convivere gli interessi dell’industria e dell’ambiente". Ecco che il Petrolchimico, con la chiusura del cracking di Porto Marghera annunciato da Eni, mette a rischio non solo l’occupazione, ma l’intera filiera produttiva regionale, con penalizzazione dei comparti del tessile, del biomedicale, dell’automotiv. Oltre alla ricerca effettuata e sviluppata al Petrolchimico. Il nodo ruota attorno ad Eni, "che ancora non avrebbe compiuto gli investimenti programmati in sostituzione della chiusura del cracking". Il rischio è dunque che "lo si dismetta senza nessuna garanzia di nuove attività produttive e di mantenimento occupazionale, con collasso" del Petrolchimico. La proposta di sintesi è "un impegno Eni-Basell non solo per assicurare l’approvvigionamento di materie prime per 10 anni oltre la scadenza contrattuale del 2024 – ha tirato le fila Boldrini –, ma per impegnare di nuovo Eni a fare investimenti sul territorio".

E se secondo la Cgil, rappresentata dalla neo segretaria, Veronica Tagliati e dai confederali Fausto Chiarioni e Giovanni Verla "l’impianto di cracking è fondamentale per guidare la transizione nel tempo", secondo la Uil, presente col segretario Massimo Zanirato e col confederale Vittorio Caleffi, non si può dimenticare che all’interno del quadrilatero della chimica (Venezia, Mantova, Ravenna, Ferrara) la priorità sia prevalentemente ferrarese e "che non possiamo accontentarci di investimenti che migliorino l’ambiente compromettendo occupazione e imprese". L’impegno dei senatori è portare al Mise a stretto giro considerazioni e proposte emerse, oltre che ottenere da Eni risposte certe e un cronoprogramma di interventi. Presenti anche Alessandro Talmelli, segretario comunale Pd, e Sara Manservigi, con delega al lavoro.

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