Nei riquadri la nonna Maria Luisa Silvestri e il nipote Pierpaolo Alessio
Nei riquadri la nonna Maria Luisa Silvestri e il nipote Pierpaolo Alessio

Ferrara, 22 novembre 2019 - Quando è stato portato in caserma in manette, Pierpaolo Alessio, 22 anni, era in forte stato confusionale. Non era nemmeno consapevole di avere ucciso a suon di botte la nonna, la 71enne Maria Luisa Silvestri, durante una lite scoppiata mentre rientravano a casa in macchina. Al comando dell’Arma è arrivato in stato di forte alterazione psicofisica.

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Chiedeva della nonna, come se avesse cancellato dalla mente quanto accaduto nell’ultima ora. Da quando cioè un militare fuori servizio e un passante lo hanno bloccato mentre tempestava di botte la pensionata. A comunicargli quanto era accaduto è stato il suo difensore, l’avvocato Pasquale Longobucco, arrivato in caserma per l’interrogatorio davanti agli investigatori dell’Arma e al sostituto procuratore Barbara Cavallo. Interrogatorio che però non c’è stato. Le condizioni di Alessio non lo consentivano. «Abbiamo deciso di avvalerci della facoltà di non rispondere – ha chiarito il legale –. Il mio assistito era sconvolto e non era in g rado di rispondere in maniera lucida. E questo non sarebbe stato un bene nemmeno per le indagini».

Il giovane è stato così arrestato con le accuse di omicidio aggravato dalle lesioni a una familiare e dall’età avanzata della vittima. Prima di essere accompagnato in carcere, alla luce del suo stato di forte choc, è stato necessario un intervento del 118 per sedarlo e tranquillizzarlo. Per tutta la notte e per gran parte della giornata di ieri, i carabinieri hanno proseguito gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del delitto. Col passare delle ore, la successione degli eventi inizia a farsi più chiara. Nonna e nipote erano andati a San Martino per cenare nella pizzeria gestita dalla madre del ragazzo e dal suo compagno. Dopo mangiato sono saliti sulla Lancia Y di Silvestri e si sono messi in strada per fare a ritorno a Pontelagoscuro, dove il 22enne abitava insieme alla nonna e al nonno di 73 anni.

Arrivati in via del Lavoro, all’altezza del mercatino dell’usato, i due hanno iniziato a litigare. Pierpaolo ha colpito violentemente la nonna che si trovava al volante. La macchina ha continuato a marciare a passo d’uomo con le quattro frecce inserite, fino al semaforo tra via Marconi e viale Po, dove si è fermata sul ciglio della strada. Qui sono intervenuti Domenico Spataro, appuntato dell’Arma fuori servizio avvisato dalla cognata di quanto stava accadendo, e Imed Arfaoui, un barbiere di passaggio. Chiarita quasi del tutto la dinamica del pestaggio mortale, ora gli inquirenti si stanno concentrando sul movente.

A quanto si apprende, Alessio è un ragazzo ‘difficile’. Già in passato ha avuto bisticci e problemi di convivenza con i nonni materni. In particolare, i dissapori riguardavano lui e il nonno e spesso scoppiavano per ragioni di soldi. Un anno fa, Pierpaolo è stato arrestato dai carabinieri per un tentativo di estorsione ai danni degli anziani, a cui chiedeva denaro per sanare un debito contratto per l’acquisto di marijuana, sostanza che consumava saltuariamente. Fu messo ai domiciliari a casa della madre e poi liberato a seguito dell’annullamento della misura cautelare. A maggio gli è poi piombata addosso una condanna a tre anni per estorsione (sentenza ora pendente in Appello). Alla luce di questo passato, gli investigatori stanno cercando di capire se all’origine della lite di mercoledì potessero esserci questioni analoghe. Al momento però non ci sono conferme. «Con il nonno c’erano state incomprensioni – conclude Longobucco – ma non con Maria Luisa. Caduta la misura cautelare lui era tornato a vivere con i nonni e loro lo avevano accolto di buon grado. Nulla faceva pensare a un epilogo del genere».