Il Guercino a Cento continua a svelare i suoi segreti e il Centro Studi coordinato da Salvatore Amelio con i maggiori esperti guerciniani, sta ora lavorando su affreschi che non vedono la luce da metà dell’Ottocento, nascosti da un controsoffitto a palazzo Provenzali. Guardando i documenti del Malvasia, fu Sir Denis Mahon nel 1936 a scovarli ma è ora che con i lavori post sisma del palazzo privato, saranno restaurati e riportati alla luce. "Il...

Il Guercino a Cento continua a svelare i suoi segreti e il Centro Studi coordinato da Salvatore Amelio con i maggiori esperti guerciniani, sta ora lavorando su affreschi che non vedono la luce da metà dell’Ottocento, nascosti da un controsoffitto a palazzo Provenzali. Guardando i documenti del Malvasia, fu Sir Denis Mahon nel 1936 a scovarli ma è ora che con i lavori post sisma del palazzo privato, saranno restaurati e riportati alla luce. "Il Centro studi sta coordinando gli esami diagnostici che sono appena iniziati e che vedono uniti il dipartimento dei beni culturali dell’università di Bologna guidato da Barbara Ghelfi e Chiara Matteucci e la Lumiere Technology di Parigi, una realtà internazionale che ha già lavorato sulla Gioconda e due anni fa anche sulle tele centesi del Guercino. "Il Centro Studi continua il suo percorso di conoscenza del pittore – dice il presidente Salvatore Amelio – Della tecnica dell’affresco del Guercino si sa pochissimo e questa è un’occasione fantastica che ci è stata data dall’avvocato Benazzi, proprietario della casa, e dall’architetto Alberto Ferraresi. Portano i segni del sisma e del tempo, raccontano le gesta di Provenco, sono i primi fatti dal Guercino giovane (1614) e mostrano un ritocco a secco con pennellate sciolte e vive ma anche incisioni preparatorie. Le indagini sono preziose perché gli affreschi ci permettono di capire anche che colori usava, e come li eseguiva. È l’unico intero ciclo esistente ancora nel luogo originario". E ancora bellissimi i talamoni di oltre un metro che Guercino disegna illuminati dalla luce di un camino. "Questi studi rinforzano la proposta fatta al Comune di creare un museo dell’affresco in Rocca, unico in Italia, con un team apposito di studio partendo da Guercino per allargarci alla sua scuola ed oltre, ma anche a due affreschi che abbiamo in Pinacoteca del 1400 e 1500 – conclude – Ho proposto un progetto museale che colleghi più sedi con una proposta culturale continua. Per palazzo Provenzali, appena possibile, proporremo occasioni per far ammirare questa bellezza alla comunità". Un grande lavoro del Centro Studi Guercino che in soli 3 anni ha realizzato 30 conferenze, 8 mostre, 2 convegni internazionali, 3 bose di studio e 2 concorsi.

Laura Guerra