CRISTIANO BENDIN
Cronaca

Nuovo spartito. Ma senza odio e lacerazioni

L'articolo di Cristiano Bendin sottolinea la necessità di pacificare politica e società civile a Ferrara per un reale cambiamento, evitando la demonizzazione reciproca e lavorando verso un nuovo modello politico.

Ma l’illusione è durata poco. Questa sinfonia della Ferrara attiva, questo cambio di rotta, auspicato anche da Dario Maresca (’I civici’) in una riflessione pubblicata mercoledì sul Carlino, non potrà esserci fino a quando politica e società civile non riusciranno a pacificarsi - in attesa del risultato delle amministrative dell’8 e 9 giugno, non è ancora stato metabolizzato l’esito ’eversivo’ delle elezioni del 2019, che porebbe essere confermato o sovvertito -, fino a quando destra e sinistra non si riconosceranno legittimazione reciproca, smettendola di considerare l’avversario un nemico. Una banalità ma il linguaggio è importante: chi governa, al netto di errori, sottovalutazioni e altro, non è una "banda Bassotti" e gli oppositori non sono tutti "brutti comunisti". E’ normale che in campagna elettorale i toni si alzino - e quella che stiamo vivendo è pessima - ma questa città è dal 2018 che è messa a ferro e fuoco, che si lavora per scavare solchi, che si mostrifica l’avversario politico, che si incitano le folle di creduloni del web, che invece di criticare si odia. Che si voti, finalmente. E che poi si lavori per un nuovo "s-partito".