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23 apr 2022

"Nutrie, un flagello mai risolto È necessario più impegno di tutti"

Delegazione della Coldiretti davanti alla Prefettura per consegnare un documento di proposte ad Argentieri "Serve il riconoscimento giuridico dell’attività di controllo che non può essere parificata all’attività venatoria"

Coldiretti è scesa ieri in piazza con associati, bandiere e cartelli, nonostante la pioggia, davanti alla sede della Prefettura, per sensibilizzare il rappresentante del Governo sulle problematiche relative alla presenza "fuori controllo" delle nutrie nella nostra provincia. "Siamo qui per chiedere il sostegno dell’amministrazione provinciale, regionale e del Governo affinché – spiega Floriano Tassinari, presidente di Coldiretti Ferrara - ciascuno, per quanto di propria competenza, si attivi e corrisponda alle richieste degli agricoltori per ottenere più efficaci e pertinenti azioni di contrasto al proliferare della popolazione delle nutrie. A tale scopo vorremmo che si sostenesse una proposta legislativa nazionale che riveda le modalità di applicazione dei piani di controllo, affermando a chiare lettere che non si tratta di attività venatoria ma di pubblico servizio e che - continua Tassinari - nelle ipotesi di riforma della legge nazionale sull’attività venatoria fosse prevista la possibilità per i conduttori dei fondi agricoli, debitamente formati, di operare in autonomia per l’applicazione delle misure di controllo della specie, nel proprio fondo ed in altri fondi preventivamente segnalati".

Attraverso un documento consegnato al Prefetto di Ferrara, Coldiretti sottolinea che "che ai coadiutori dovrebbe venire assicurato il pieno rimborso dei costi sostenuti e previsto un compenso per l’attività svolta a favore della collettività, anche attivando convenzioni e scontistica per l’acquisto delle munizioni più idonee e specifiche per la specie nutria, con puntuale verifica dei risultati ottenuti per ottimizzare le risorse pubbliche disponibili da parte della Polizia Provinciale, evitandone l’uso per altro scopo e che in ambito nazionale siano rese disponibili risorse anche per il ristoro dei danni subiti alle colture gli agricoltori a causa delle nutrie, a prescindere dalla classificazione di animale selvatico". L’Associazione propone, stante l’attività non di prelievo venatorio, di "utilizzare, nel rispetto delle norme di sicurezza pubblica, armi diverse da quelle da caccia, come carabine calibro 22 di precisione con cannocchiale (già sperimentata nel territorio ferrarese con lusinghieri risultati) o altre tipologie non previste per l’attività venatoria, anche in relazione ai siti di intervento (aperta campagna, aree vicine a strade e canali, aree preurbane ed urbane) per il raggiungimento del controllo effettivo della specie" e propone la possibilità di adottare un piano straordinario di controllo della specie, da sviluppare previo studio di fattibilità con gli enti territoriali competenti, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale locale. Lauro Casoni

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