Cinzia Fusi aveva 34 anni
Cinzia Fusi aveva 34 anni

Copparo (Ferrara), 26 agosto 2019 - Cinzia Fusi non aveva detto nulla ai genitori della relazione con quello che sarebbe diventato il suo assassino. Un dettaglio emerso nelle scorse ore, quando i carabinieri hanno ascoltato Roberto Fusi, padre della commessa di 34 anni uccisa dal suo compagno e datore di lavoro, Saverio Cervellati, 52enne di Copparo, comune nelle campagne tra Ferrara e il Po (FOTO).

Ed è proprio nel passato della coppia che, in queste ore, gli inquirenti stanno scavando alla ricerca dei motivi profondi di quel raptus di follia finito nel sangue all’alba di un sabato di fine estate. Il motore di tutto sarebbe la gelosia. Gelosia per quella partner di quasi vent’anni più giovane, mescolata al timore di essere tradito e ai sospetti che le rassicurazioni della ragazza non erano bastati a placare. L’altro ieri Cinzia e Saverio avrebbero dovuto trascorrere la giornata al mare. 

false

Una gita fuori porta organizzata probabilmente per sciogliere la tensione generata da alcune settimane di alti e bassi. A quanto si apprende infatti, da un paio di mesi i due stavano attraversando un periodo di crisi. Continui litigi, spesso originati dalla possessività di lui, che stavano incrinando un rapporto allacciato da circa sei anni proprio tra gli scaffali del negozio di profumi e detersivi ‘Spendi bene’ alle porte del paese.

LEGGI ANCHE I vicini conoscevano il killer. "Persona tranquilla" - Cinzia colpita con un martello

Quello che ora gli inquirenti vogliono capire è se si sia trattato di un gesto improvviso e isolato o se invece ci fossero state delle avvisaglie. Carabinieri e procura stanno cercando di capire se la donna avesse parlato a casa di quei litigi o se avesse fatto delle confidenze a genitori o amici. La pista della famiglia, però, si sarebbe rivelata un vicolo cieco. La 34enne avrebbe infatti tenuto i genitori completamente all’oscuro della sua liaison con il datore di lavoro

Le ultime settimane di vita di Cinzia sarebbero quindi la chiave per risolvere il rebus di un orrore inspiegabile, portato a termine con lucida follia da una persona fino a quel momento ritenuta al di sopra di ogni sospetto. Un uomo descritto da tutti a Copparo come «tranquillo, riservato e lavoratore» ma che è stato capace di impugnare un mattarello da cucina e di colpire ripetutamente alla testa la compagna fino a ucciderla.

Dopo circa un’ora trascorsa in stato confusionale nel garage in cui si è consumato il delitto, Cervellati è uscito e si è consegnato a una pattuglia di carabinieri di passaggio. Ora è in carcere, in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida. Quello di Copparo è l’ennesimo femminicidio che macchia di sangue la storia recente del nostro Paese. Soltanto nei primi sei mesi di quest’anno, sono state trentanove le donne assassinate. Una media di due a settimana. Numeri agghiaccianti che non migliorano se spingiamo lo sguardo più indietro nel tempo. Secondo i dati del Censis, infatti, tra il primo agosto 2017 e il 31 luglio 2018 i femminicidi sono stati 120. Di questi, novantadue si sono consumati in ambito familiare per mano del partner, di un ex o di qualche parente. Una macabra contabilità alla quale ora si deve aggiungere un’altra croce, quella di Cinzia, massacrata dall’uomo che giurava di amarla.