Enea Casoni a bordo del suo esclusivo bolide giallo, la EcOnlyOne P8
Enea Casoni a bordo del suo esclusivo bolide giallo, la EcOnlyOne P8

Ferrara, 9 gennaio 2019 - «Chi vuol comprare questa macchina, ha già in garage almeno una Ferrari e altre supercar, ma desidera qualcosa di più vivo». Per possedere la OnlyOne P8, tuttavia, oltre a un’autorimessa piena, serve un conto in banca extralarge: la sbalorditiva vettura, costruita in un unico esemplare, costa infatti 2 milioni e mezzo di euro.

Progettata e pensata a Ferrara, a pochi metri dalle Mura, dall’ex pilota professionista Enea Casoni, che dopo una vita di corse (e di corsa) ha deciso di stabilirsi in città. E proprio qui, dal 2016, ha preso corpo il suo progetto. Vetture esclusive, lussuose ma soprattutto potentissime: «La P8 ha un’accelerazione laterale di 2,2 g – entra nel dettaglio –, non c’è nulla di simile al mondo. E anche la risposta in frenata è doppia rispetto alle auto da corsa». Prima degli aspetti tecnici, tuttavia, conta l’energia e la passione: «Mio nonno e mio padre erano piloti da corsa, ho guidato le auto più belle e potenti degli ultimi trent’anni, a un certo punto ho deciso di inseguire un sogno ambizioso. Creare la macchina perfetta, che toglie il fiato solo a guardarla. E il cui solo rombo innesca l’emozione».

Il progetto EcOnly One è nato, così, nel 2015: la prima creatura è stata la P1. «Non chiedetemi a chi l’ho venduta e a quanto – sorride Casoni –, dico solo che l’acquirente la usa normalmente, non la tiene in garage come un pezzo da collezione». Adesso ecco la P8, giallo Modena («un omaggio all’Italia che trionfa nelle corse»), un motore V8 da 600 cavalli, velocità limitata a 320 chilometri all’ora: «Potevamo spingerci oltre, ma è concepita per la performance, non per il record assoluto di velocità», prosegue il neo costruttore.

Concepita, del resto, è la parola esatta: il design, opera di Dalia Narkeviciute (lituana, modella, attiva nel campo della moda e ora nell’automotive), è stato messo a punto nello studio-atelier di via Camaleonte. Per la realizzazione, Casoni si è affidato all’Imperiale di Mirandola, dove l’auto ha preso materialmente forma: «Solo lo stampo della vettura costa quasi un milione di euro – spiega –; perciò, a chi si stupisce del prezzo finale, io dico che il costo per l’esemplare unico è addirittura vantaggioso». I competitor, se così si può dire, si chiamano Bugatti, Zonda, Pagani: «Grande rispetto per questi marchi prestigiosi, ma la P8, glielo dico con l’orgoglio del padre, è tutta un’altra cosa».

La prima uscita ufficiale, pochi mesi fa, alla Gumbell3000 di Londra, una sorta di Mille Miglia riservata alle supercar: l’auto ‘ferrarese’, perché di questo si tratta, ha spopolato. Quando Casoni ha sollevato le portiere ad ali di gabbiano, uscendo dall’abitacolo ad ‘ali di gabbiano’, i partecipanti e la stampa di settore sono impazziti. «Ma io non inseguo la pubblicità: ho messo un’inserzione su un sito specializzato, si è scatenato il mondo». Per la P8 i contatti sono ormai molto avanzati, impensabile carpire se al volante siederà uno sceicco o un magnate russo: «Sicuramente andrà a qualcuno che ha i soldi per permettersela – sorride Casoni –, ma anche il desiderio di provare la grinta di un’auto, modernissima, che ricorda le atmosfere delle grandi sfide di Monza, Sebring, Le Mans». Se questa non sfigurerebbe nei film di James Bond, la prossima, già completamente disegnata, sembra invece uscita da Blade Runner: «Sarà uno sguardo diretto al futuro dell’automobile». E lanciato, quasi, alla velocità della luce.