Artificieri al lavoro (foto di repertorio)
Artificieri al lavoro (foto di repertorio)

Ferrara, 6 settembre 2016 - UN SACCHETTO di carta griffato Ikea con all’interno un piccolo oggetto impacchettato coi fogli di giornale e un biglietto con un nome. Un pacco con una bomba carta indirizzato, con ogni probabilità, al boss pentito di camorra che 24 anni fu il primo a far riempire pagine di verbali ai pm sui traffici illeciti di rifiuti al sud: il napoletano Nunzio Perrella. Siamo in una strada di Fondo Reno, già in comune di Vigarano Mainarda. Una piccola via a ‘elle’ con villette eleganti, in una delle quali vive Perrella con la famiglia, da qualche tempo uscito dal programma di protezione testimoni. Il pacco, è stato recapitato con ogni probabilità sabato notte e lasciato ad un centinaio di metri dalla sua abitazione come raccontano i residenti della via. «C’era una busta con dentro un biglietto – ricorda un uomo – e il nome del destinatario, tutto impacchettato dai giornali. Quando sono arrivati gli inquirenti hanno cercato di minimizzare, non ci hanno detto quasi niente. Poi gli artificieri hanno transennato l’area e hanno fatto brillare la busta». Il primo allarme alle 7.15, alle 16.45 il robot-camioncino ad acqua è entrato in azione ma solo dopo aver fatto evacuare un’abitazione per precauzione. Il tutto nella massima sicurezza. «L’esplosione – continua una donna – si è sentita a centinaia di metri di distanza».

INCHIESTA. In procura è stata aperta un’inchiesta diretta dal pm Giuseppe Tittaferrante, al momento contro ignoti. L’attenzione dei carabinieri del Reparto operativo è tutta diretta verso Nunzio Perrella, noto alle cronache nazionali per essere stato il primo a parlare dei rapporti tra la criminalità in tema di rifiuti tossici, facendo nomi di persone e aziende, di luoghi ben precisi dove, negli anni, sono stati smaltiti abusivamente. Gli inquirenti stanno cercando di capire se vi è correlazione tra la bomba carta e il passato del boss o, semplicemente, se si tratta di uno scherzo di cattivissimo gusto. Va detto che il sacchetto di carta è stato lasciato davanti ad un muretto di un abitazione non coperta da telecamere; poco oltre, proprio davanti alla casa del napoletano, infatti, l’area è guardata a vista da occhi elettronici. Chi ha agito, dunque, sapeva bene come muoversi senza farsi notare? I più alti organi istituzionali sono stati informati immediatamente della vicenda ma nessuno, fino a ieri, ha voluto rilasciare commenti a riguardo. A partire dal prefetto Michele Tortora, fino al sindaco di Vigarano Barbara Paron, entrambi contattati dal Carlino. «Si tratta di una questione molto delicata», le uniche parole sussurrate da qualche inquirente.

IGNARO. Chi giura di non sapere nulla è lo stesso Nunzio Perrella che parla attraverso il suo legale, Fernando Rossi, informato proprio dal Carlino: «Il mio assistito – dice l’avvocato – non era a casa nel weekend e nessuno lo ha avvertito di tutto questo». In serata poi l’incontro con i carabinieri.