La capogruppo di Azione Civica in Consiglio Comunale, Roberta Fusari (foto Businesspress)
La capogruppo di Azione Civica in Consiglio Comunale, Roberta Fusari (foto Businesspress)
di Federico Di Bisceglie Il contesto è quello di una città piegata dalla pandemia. Ma all’affastellarsi dei dubbi sulla fine delle quarantene, sui decreti e sulle misure di contenimento del Covid, si aggiunge un’ altra domanda: "Dov’è il sindaco con la delega alla Sanità?". Se lo chiedono in particolare gli esponenti di Azione Civica, capitanati dalla capogruppo in Consiglio Comunale Roberta Fusari. "Siamo molto preoccupati – spiega Fusari, affiancata da Mauro Manfredini e da Marisa Tassinati Cardin – da una serie di criticità che la popolazione sta vivendo in questo periodo,...

di Federico Di Bisceglie

Il contesto è quello di una città piegata dalla pandemia. Ma all’affastellarsi dei dubbi sulla fine delle quarantene, sui decreti e sulle misure di contenimento del Covid, si aggiunge un’ altra domanda: "Dov’è il sindaco con la delega alla Sanità?". Se lo chiedono in particolare gli esponenti di Azione Civica, capitanati dalla capogruppo in Consiglio Comunale Roberta Fusari. "Siamo molto preoccupati – spiega Fusari, affiancata da Mauro Manfredini e da Marisa Tassinati Cardin – da una serie di criticità che la popolazione sta vivendo in questo periodo, legate alla pandemia e quindi in gran parte prevedibili". La difficoltà "nella gestione dei rapporti fra cittadini e azienda Usl – prosegue – nel dedalo di decreti che si susseguono a cadenza sostenuta, il tracciamento totalmente saltato e demandato, con le nuove indicazioni ministeriali, quasi esclusivamente a farmacie già piuttosto sotto stress". Insomma, Fusari condivide la preoccupazione di "molti ferraresi". Ossia quelli che "in questa sede – sottolinea per evitare critiche politiche – cerco di rappresentare". L’esponente di opposizione ascrive gran parte delle problematiche di difficile governabilità della pandemia al fatto che "nei bilanci delle aziende sanitarie manchino i fondi". E il primo cittadino "decide di astenersi". Un atto che, a detta di Fusari, "è gravissimo". Ma non solamente per il fatto in se di non esprimere il proprio assenso, bensì perché "così facendo – rintuzza – Fabbri decide di non decidere". Assieme a lui, chiaramente, "anche l’assessore da lui delegato – precisa Manfedini – che risponde a un chiaro indirizzo politico". Per Manfredini e Tassinati Cardin, quello della sanità, per l’amministrazione leghista "è stato solamente un argomento da campagna elettorale". Eppure "le criticità presenti da sempre – osservano – : dalle liste da’attesa per le visite ai tempi del pronto soccorso, sono tutt’altro che risolte". Insomma quello di Azione Civica è un attacco senza esclusione di colpi che si traduce con la summa latina (parafrasata da Manfredini): "Abbiamo visto molti circenses – dice – ma per ora ben poco panem".

Tassinati Cardin e Fusari denunciano a più riprese uno stato di "abbandono" nel quale si sentono i ferraresi. In particolare perché "manca una comunicazione efficace". E, sul punto, Cardin ha le idee chiare: "Se il sindaco avesse messo a disposizione i suoi canali istituzionali, in accordo con le aziende sanitarie per diffondere informazioni più chiare, efficaci e puntuali – azzarda – sicuramente avrebbe fatto un buon servizio alla città". Come, secondo Fusari, potrebbe essere un buon servizio alla città quello di "accogliere, anche da parte della maggioranza, la mozione che presenterò al prossimo Consiglio Comunale". L’obiettivo? "Far si che i temi all’ordine del giorno della Conferenza Socio-Sanitaria, siano presentati preventivamente al Consiglio e discussi in Commissione".