Uno scatto che ritrae le prime cicliste a passeggio sulla nuova piazza Verdi durante l’ina
Uno scatto che ritrae le prime cicliste a passeggio sulla nuova piazza Verdi durante l’ina

Ferrara, 8 giugno 2019 - Scordatevi le automobili. Nella nuova piazza Verdi si arriva a piedi. E, magari, ci si ferma a fare una sosta sulle panchine di legno installate su tutto il perimetro del nuovo spazio riqualificato. Ieri mattina, sotto il sol leone di mezzogiorno, l’audace intitolazione di uno degli spazi dedicati alla sosta alla sindacalista, recentemente scomparsa, Luana Vecchi, promossa da Anpi, Cgil e Udi. Ad aprire la mattinata a metà tra il commiato e il ricordo è il primo cittadino, Tiziano Tagliani. «In questi anni – spiega – ho percepito come elementi di stabilità, prima di tutto i rapporti con le persone: punti di riferimento umani e professionali. E, Luana, era sicuramente una di queste. Una persona coerente nei suoi valori e che ha sempre condotto battaglie per i più deboli, a servizio dei lavoratori e della tutela dei loro diritti nel solco dei dettami costituzionali».

Anche Paola Castagnotto, presidente del Centro Donne e Giustizia, riprendendo le parole del sindaco uscente, rimarca come Vecchi fosse «una donna che non ha mai rinunciato ad esercitare il libero arbitrio, profondendo il suo impegno nelle battaglie sindacali per tutelare le lavoratrici e i lavoratori , ispirandosi sempre ad una visione del suo operato che prevedeva come base d’azione lo studio e la conoscenza». Sul nuovo look della piazza e soprattutto sull’eventuale rischio che possa diventare una «zona di degrado, abbandonata a se stessa», Matteo Musacci, presidente provinciale Fipe - Confcommecio, accende la polemica. «L’unica cosa positiva – dichiara – è che scompare il parcheggio. Per il resto questa piazza è l’ennesima scelta che l’amministrazione comunale ha fatto senza tenere conto delle esigenze dei commerciati». Peraltro, a detta di Musacci, «non essendoci in zona ne telecamere, ne vigilanza, c’è il rischio che lasciata a se stessa, diventi un ricettacolo di degrado»