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22 lug 2022

"Pnrr, i soldi sono salvi" Ma il Pd: "Fondi a rischio"

Cade il governo, i parlamentari di FdI e Lega non nutrono timori sui progetti. La senatrice Boldrini: "In bilico ci sono 15 milioni di euro. Un disastro"

22 lug 2022
Il premier Mario Draghi si è dimesso
Il premier Mario Draghi si è dimesso
Il premier Mario Draghi si è dimesso
Il premier Mario Draghi si è dimesso
Il premier Mario Draghi si è dimesso
Il premier Mario Draghi si è dimesso

Cade il governo e il pensiero va a quella mole di denaro che dovrebbe arrivare nei nostri comuni grazie al Pnrr. In ballo ci sono progetti cruciali, che vanno dalle strade all’ambiente. Salta il piatto? Ne è convinta Paola Boldrini, senatrice del Pd e vice presidente della commissione sanità in Senato. "Quanto è successo – la sua condanna – delinea che una parte del Parlamento è contro il bene del Paese, contro gli italiani. La fine del governo si tradurrà in un disastro anche per la sanità. A rischio i fondi del Pnrr oggi disponibili, e parliamo di 15 miliardi di euro, legati a decreti attuativi e lavori fatti. E le future tranche, a partire da quella di dicembre". Suona un’altra campana sull’altra sponda. Non ha dubbi il senatore Alberto Balboni, Fratelli d’Italia. "Nessun rischio per quei soldi – scandisce – e a dirlo è stato lo stesso Draghi. Tutti si ricorderanno che quando si mise in lizza per diventare presidente della Repubblica in un suo discorso precisò che il suo lavoro per il Pnrr era concluso, che si poteva andare avanti senza di lui, che quei soldi erano al sicuro. Bene, anche noi siamo convinti che sia così. E vogliamo rassicurare i nostri sindaci, i cittadini ed un territorio che non andrà perso nemmeno un euro di quel volume di denaro". Dello stesso avviso Emanuele Cestari, parlamentare della Lega. Anche se detta i tempi per evitare brutte sorprese. "Dobbiamo fare in fretta – precisa – e bene. Sono convinto che così riusciremo a portare a casa il risultato. Assolutamente, voglio quindi rassicurare i sindaci. Un giudizio su quello che è successo? Incredulità. Non avrei immaginato che Draghi sposasse il Pd ed i Cinque Stelle. Ha fatto una scelta, questo il risultato". "No, i fondi del Pnrr sono al sicuro – prende la parola Maura Tomasi, deputata della Lega e vicesindaco a Comacchio –, le camere sono al lavoro e svolgono comunque le loro funzioni. Si va avanti per portare a compimento l’iter che riguarda tutti i progetti del Pnrr e chiaramente quelli della nostra provincia". Guarda avanti Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera e leader di Rinascimento: "Draghi sara il candidato premier del centrosinistra. Sarà una campagna elettorale Meloni contro Draghi. Nasce il partito di Draghi senza Draghi. Il dramma dell’area governativa di Forza Italia rivela che, intorno a Draghi, che verra indicato dal centrosinistra come candidato premier senza iscriverlo in nessuna lista, si creerà un partito di nostalgici che ne chiederanno il ritorno nel prossimo governo con un definito peso politico. Lo stesso Draghi ha provocato questo effetto chiedendo di far votare la sola mozione Casini ispirata dalla Sinistra. In tal modo ha coalizzato un centro che appoggerà e si appoggerà alla Sinistra e ai “responsabili. Cosi la campagna elettorale sara: ’sì’ o ’no’ a Draghi; ’sì’ o ’no’ alla Meloni. Un referendum".

Mario Bovenzi

© Riproduzione riservata

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