Poliziotto ucciso, oggi funerale e medaglia

Il parroco di Alberone: "Il dolore della famiglia di Serghei è anche il nostro". Il sindaco: "Un grande sgomento".

Poliziotto ucciso, oggi  funerale e medaglia

Poliziotto ucciso, oggi funerale e medaglia

ALBERONE

Grande il cordoglio di tutto il territorio per Nina Munteanu, la mamma moldava di Alberone che venerdì pomeriggio ha avuto la terribile notizia dell’uccisione del figlio 31enne Serghei Muntean, l’agente di frontiera in che era in servizio all’aeroporto a Chisinau. Aveva scoperto i documenti falsi dell’uomo che aveva davanti, ritenuto pericoloso, e lo stava accompagnando in un ufficio quando l’uomo ha reagito e alla fine ha sparato alla testa del poliziotto, uccidendolo. E insieme a lui anche un agente di sicurezza. Serghei che però, prima di morire, sarebbe riuscito a ferire l’uomo fermandolo. A piangerlo è anche l’alberonese Costantino Po, compagno della donna, con la quale sta condividendo questo enorme dolore, ed ex consigliere comunale ai tempi di Alleanza per Cento. Ma non solo lui. "Tutta la comunità si stringe a loro – sono le parole di don Paolo Ceccarelli – nelle piccole comunità il bene di uno ricade su tutti esattamente come la fatica di uno deve diventare responsabilità di tutti. Che ci si conosca o no. Una notizia che ha colpito tutti. Un dramma enorme, un vuoto che nessuno può colmare. Bisogna soltanto esserci e rendersi disponibili qualora la famiglia avesse bisogno di un conforto per ripartire. Credo che troveranno amici, persone, paesani e la stessa parrocchia a loro disposizione. Appena torneranno, a nome di tutta la comunità gli porterò le mie parole di conforto". Costantino e Nina, sono infatti ancora in Moldavia. Oggi ci saranno i funerali di Stato per Serghei, considerato eroe nazionale insieme alla guardia di sicurezza. E’ la stessa Polizia di Frontiera a far sapere che la presidente Maia Sandu ha decretato il lutto nazionale. La presidente ha anche firmato un decreto che conferisce post mortem la medaglia al merito militare Serghei . "Sgomento– dice il sindaco Edoardo Accorsi – ma anche profondo senso di gratitudine e riconoscenza nei confronti di chi, come Serghei, ha sacrificato la propria vita per il proprio lavoro".

l. g.