Ferrara, 12 giugno 2018 - Scatta la chiusura. Scatta la coda. Sono le 7.15: il principio dei vasi comunicanti trova immediata conferma. Non appena il ponte sul Po viene sbarrato dalle squadre degli operai che dovranno provvedere al rifacimento, sulle strade la circolazione s’ingolfa. Soprattutto sulla sponda polesana, al mattino, si sono registrate lunghe code e rallentamenti: «Ho impiegato 50 minuti per raggiungere l’autostrada», dice una dipendente del Comune di Ferrara, che abita a Santa Maria Maddalena, subito sotto il ponte. E anche lungo la A13, chiamata a drenare un flusso di traffico molto superiore al normale, i contraccolpi si sono fatti subito sentire: «Si viaggiava a 40-50 all’ora, tra camion e aumento esponenziale di veicoli – racconta un giovane, che lavora all’ospedale di Cona –; l’accesso al casello, con il Telepass, non è stato particolarmente complesso, il più è stato raggiungere l’autostrada».

Video: ecco come funziona il traghetto

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Mai cantiere è stato atteso, annunciato, temuto. Così gli amministratori locali sono stati tra i primi a presentarsi in zona: l’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi, poco dopo le 7, ha assistito in diretta alla chiusura del traffico sul versante di Pontelagoscuro, e al viaggio inaugurale del traghetto. Sulla sponda opposta, l’assessore omologo di Occhiobello Davide Valentini, assieme al sindaco Daniele Chiarioni, sono stati ancor più mattinieri: «Siamo qui dalle 5 – affermano –, il cantiere è partito due ore più tardi rispetto al previsto». Non è dato sapere se questo slittamento inciderà nel computo complessivo dei lavori (che dovrebbero chiudersi tra quattro mesi esatti), di certo è la testimonianza che Anas e imprese sentiranno il fiato sul collo. Anche perché sul rispetto dei tempi prefissati, c’è chi avanza subito dubbi: «Quattro mesi non basteranno – garantiscono due avventori, fermi al bar – ne serviranno almeno sei». Fra un po’ scatteranno anche le quote al centro scommesse, per ora si possono solo registrare i primi segnali. Code e rallentamenti sulle strade, via vai di camion e ruspe sul ponte.

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La prima parte dell’intervento, affidato a Cons.Coop e Palistrade, sarà rappresentato dalla fresatura del manto stradale; poi scatterà la demolizione della soletta, che andrà completamente rifatta. Proprio in questa fase si nascondono le maggiori incognite, e per questo già fra una ventina di giorni i Comuni di Ferrara e Occhiobello chiederanno una verifica all’Anas. Per quanto riguarda i servizi alternativi, niente ressa per la ‘navetta’ predisposta da Tper: nelle prime corse, in particolare quelle provenienti da Santa Maria Maddalena (e attestate al terminal di via del Lavoro), gli utenti sono stati una ventina per ciascun viaggio. Dal 17 giugno scatteranno anche le fermate supplementari dei treni, e la società di trasporto Garbellini effettuerà ulteriori navette. Non sono mancati, infine, gli ignari: automobilisti e camionisti arrivati fin sotto il ponte per scoprire che la chiusura era già operativa.