Paolo Accardo, Hania Cattani, Alessandra Zangheratti e Anna Cavallini
Paolo Accardo, Hania Cattani, Alessandra Zangheratti e Anna Cavallini

Ferrara, 14 settembre 2020 - Per la scuola è arrivato il giorno più atteso, e più inquieto: la metaforica prima campanella, oggi, non suonerà per tutti i 38.567 studenti che, dall’infanzia alle superiori, sono attesi in classe, distanziati, e tra mille precauzioni di sicurezza. Delle incertezze si fanno interpreti i sindacati che, al termine di un round estenuante di incontri con istituzioni e dirigenti, riassumono i nodi ancora aperti: "Il principale e più pesante riguarda gli studenti che necessitano del sostegno – esordisce Paolo Accardo della Uil –: molte scuole sono ancora prive degli insegnanti destinati a questo servizio fondamentale, per le famiglie ci sono difficoltà enormi". Il problema riguarda ben 1.633 studenti: "Devono essere ancora assegnati centinaia di insegnanti – incalza Accardo –, prima di andare a regime passeranno giorni, se non settimane". Il paradosso è che la dotazione organica di insegnanti di sostegno è aumentata, "ma l’organizzazione non è stata ancora definita", conclude il rappresentante della Uil Scuola.

Non sono gli unici docenti che mancano all’appello: anche sul fronte dell’organico Covid – ovvero i rinforzi annunciati per garantire il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza – "non è pressoché iniziata l’attribuzione dei posti: la somma stanziata per l’intera provincia, pari a quasi 9 milioni di euro, e ripartita alle varie dirigenze scolastiche, non ha ancora consentito l’assegnazione dei posti supplementari". A parlare è Hania Cattani della Cgil Scuola: "A complicare la situazione c’è il fatto che questi insegnanti e ausiliari saranno i ‘precari dei precari’, perché in caso di eventuale chiusura delle scuole il loro contratto verrebbe immediatamente sospeso, senza neppure diritto alla disoccupazione". Perciò oggi l’avvio delle 1856 classi si reggerà, in pratica, sulle spalle del personale già strutturato. "Il fatto che nelle prime due settimabe quasi tutte le scuole abbiano previsto una partenza a orario ridotto – interviene Alessandra Zangheratti della Cisl – non è negativa, c’è evidentement bisogno di fare un certo rodaggio sulle nuove procedure".

A proposito di rodaggio, a Copparo sabato è stata addirittura effettuata una prova generale dell’apertura delle scuole: "Sono stati chiamati docenti, collaboratori e famiglie per simulare le modalità di ingresso", prosegue la Zangheratti. E la scelta del liceo Ariosto di sperimentare, per due settimane, l’alternanza tra presenza in aula e didattica a distanza "va bene se è un fatto temporaneo – riprende Hania Cattani –, in vista dell’entrata a regime degli insegnanti in una scuola da 1600 iscritti. Ma non può diventare la prassi, perché aprirebbe un grosso problema". 



I sindacati, infine, danno un buon giudizio corale sul lavoro svolto per la predisposizione delle sedi: spicca, negativamente, Vigarano Mainarda. "Le criticità le avevamo evidenziate già a fine maggio – sorride amaro Accardo –, ma ancora, tranne la disponibilità dell’Oasi di Vigarano Pieve per i bimbi di 4 anni, non si sa quando e dove la pluralità degli studenti potranno iniziare a frequentare regolarmente le lezioni".

Un ultimo flash sui ‘banchi a rotelle’: primi a utilizzarli saranno forse solo gli studenti dell’Isit di Cento. Non sono tante le scuole ad averli richiesti, ma ovunque gli studenti troveranno posto su banchi singoli e necessariamente distanziati. Le mascherine saranno obbligatorie all’entrata, all’uscita e durante ogni spostamento in classe.