Riceviamo e pubblichiamo la replica dell’azienda ospedaliera a una lettere inviataci da una lettrice sulle attese al pronto soccorso. *** Un tempo di permanenza congruo per gli approfondimenti diagnostici, ma non per l’attesa al triage per la prima visita. Un tempo che si è prolungato non solo perché il pronto soccorso in quel momento era particolarmente congestionato, ma perché nel tempo di permanenza del signor Talmelli (padre...

Riceviamo e pubblichiamo la replica dell’azienda ospedaliera a una lettere inviataci da una lettrice sulle attese al pronto soccorso.

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Un tempo di permanenza congruo per gli approfondimenti diagnostici, ma non per l’attesa al triage per la prima visita. Un tempo che si è prolungato non solo perché il pronto soccorso in quel momento era particolarmente congestionato, ma perché nel tempo di permanenza del signor Talmelli (padre della lettrice, ndr) al pronto soccorso, il 6 luglio, i medici hanno dovuto trattare ben nove codici rossi. Il paziente è entrato alle 9.09 e gli è stato attribuito un codice colore verde. Questo codice colore viene attribuito all’ingresso in pronto soccorso dal personale infermieristico presente in triage sulla base di uno specifico protocollo che prende in considerazione diversi parametri e che determina la priorità di accesso alla visita. Nella giornata in questione, si sono registrati 137 accessi – circa il 15% in più rispetto alla media giornaliera – e ben nove codici rossi.

A questa situazione di sovraffollamento si è aggiunto il guasto di una Tc, con il conseguente dirottamento di tutta l’utenza di pronto soccorso (ricoveri, ambulatori e Dh) sull’unico apparecchio funzionante, allungando i tempi sia per la numerosità di esami da sostenere sia per la gestione delle opportune sanificazioni richieste per la prevenzione al Covid. Alla successiva rivalutazione, alle 15.15, al paziente è stato attribuito un codice colore giallo per il peggioramento del suo stato clinico; dopo l’accesso in ambulatorio, avvenuto alle 15.34, è stato avviato a un percorso di successivi accertamenti (tampone, esami di laboratorio, ecc). Al termine dell’attesa per i referti di tampone e Tc il paziente è stato ricoverato alle 21.39 in Medicina d’Urgenza. Ci scusiamo per i disagi che si sono venuti a creare, certamente dovuti principalmente ad un sovraffollamento del pronto soccorso e dalla concomitante presenza di un alto numero di pazienti in codici rosso. L’obiettivo della direzione che si è appena insediata è quella di individuare azioni di miglioramento che permettano in futuro di evitare situazioni analoghe.

L’azienda ospedaliero universitaria