Ferrara, ragazzina molestata sul treno: giovane finisce davanti al giudice

L’imputato, 25 anni, è accusato di atti sessuali con la minorenne. In aula la proposta di un accordo sulla pena Il fatto si era verificato dopo una lite scoppiata sul convoglio, durante il viaggio di ritorno da scuola

Molestata a 14 anni sul treno che la portava a casa da scuola, foto generica
Molestata a 14 anni sul treno che la portava a casa da scuola, foto generica

Ferrara, 15 settembre 2023 – Una lite per un telefonino degenerata all’improvviso fino a sfociare in una molestia sessuale. Il tutto sul treno con il quale la presunta vittima, all’epoca dei fatti nemmeno quattordicenne, stava tornando a casa da scuola. La vicenda risale al dicembre del 2020, ma ieri è approdata in aula davanti al giudice dell’udienza preliminare Danilo Russo. Imputato per quei fatti è un ferrarese di 25 anni. L’accusa formulata nei suoi confronti è atti sessuale con minorenni.

A far partire il procedimento penale nei confronti del ragazzo è stata la denuncia dei familiari della giovanissima, ai quali aveva raccontato tutto una volta tornata a casa. Il fatto si sarebbe verificato su un treno della linea Ferrara-Codigoro. Era il 17 dicembre di tre anni fa, uno degli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze di Natale. La ragazzina stava tornando a casa insieme a un’amica quando, nello scompartimento, è scoppiata una discussione con l’attuale imputato. L’oggetto del contendere era il cellulare di una delle due ragazze. Secondo l’impianto accusatorio, quello che sembrava un normale bisticcio tra ragazzi avrebbe improvvisamente preso una piega inaspettata e inquietante. L’imputato – queste le contestazioni – avrebbe abbracciato la giovane spingendola contro un vetro del treno per poi simulare un atto sessuale con un contatto delle parti intime. Arrivata a casa, la ragazzina ha raccontato tutti ai familiari, facendo così partire la denuncia e le successive indagini della polizia ferroviaria.

Il caso , si diceva, è approdato ieri mattina in udienza preliminare. In aula è stata avanzata la proposta di patteggiamento della pena al minimo stabilito per legge. Al termine dell’udienza il giudice ha rinviato al 29 febbraio per consentire alle parti di valutare la proposta di accordo e, in seguito, definire la posizione dell’imputato.