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17 giu 2022

Reddito cittadinanza irregolare, 11 denunciati

Dieci stranieri avevano autocertificato di essere da lungo periodo di tempo residenti nel nostro Paese. Lavoro nero, un italiano nei guai

17 giu 2022

Si sono finti residenti da lungo tempo in Italia per ottenere il reddito di cittadinanza ma sono stati scoperti e denunciati dalla guardia di Finanza. Protagonisti della vicenda undici soggetti, di cui dieci stranieri, individuati dalle fiamme gialle, di concerto con l’Inps, nel solo mese di giugno. Le persone in questione – un italiano e alcuni nigeriani, rumeni, senegalesi e marocchini – hanno illecitamente ottenuto il contributo assistenziale dello Stato per oltre 160mila euro, utilizzando dichiarazioni e documenti falsi.

Tra le persone controllate che hanno effettivamente percepito la misura di sostegno ci sono anche due cittadine rumene presenti sul territorio nazionale da poco tempo (una dal mese di febbraio, l’altra solo da maggio) che hanno, però, dichiarato una residenza ultradecennale: grazie a questo stratagemma, quindi, sono riuscite ad intascarsi oltre 24mila euro. Al di là della denuncia alla procura della Repubblica, i dieci percettori sono stati conseguentemente segnalati all’Inps per la revoca del contributo e per il recupero delle ingenti somme già erogate: come anticipato, il totale del denaro già inviato a tali soggetti è di circa 155mila euro, a cui però si devono aggiungere altri 7mila euro, richiesti ma non ancora incassati dai truffatori. In tal senso, è bene infatti ricordare che la normativa in vigore richiede – per i cittadini stranieri – la sussistenza di un doppio requisito per ottenere il reddito di cittadinanza: ovvero, la residenza in Italia da almeno dieci anni (di cui gli ultimi due in modo continuativo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio erogato) e il possesso della cittadinanza di un Paese dell’Unione Europea o di un permesso di soggiorno permanente o di lungo periodo. Quest’ultimo caso interessa, ovviamente, i soggetti extracomunitari. Ma si diceva anche di un undicesima persona coinvolta in questa vicenda. Un italiano, anch’esso percettore della medesima misura di aiuto, che è stato intercettato a svolgere l’attività di consegna delle pizze a domicilio per conto di un locale della città ‘in nero’.

Questo soggetto, quindi, è stato segnalato all’Inps sia per la decadenza del contributo sia per la restituzione delle somme già erogate (pari a circa mille euro). Parallelamente, a carico dell’esercizio commerciale è stata comminata la cosiddetta ‘maxi sanzione’ per aver consentito lo svolgimento di lavoro nero. L’attività svolta dai reparti della guardia di finanza testimonia, ancora una volta, il costante impegno che le forze dell’ordine mettono in campo quotidianamente per assicurare che tutte le prestazioni di natura assistenziale vengano convogliate effettivamente verso i nuclei familiari che ne hanno diritto. L’obiettivo delle fiamme gialle è quello di evitare che le iniquità dei truffatori generino ricadute sociali.

re. fe.

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