FEDERICO MALAVASI
Cronaca

Ricatti a Cardiologia, la sentenza. Assolti i medici: "Dignità restituita"

Nessun reato da parte di Ferrari e Guardigli, imputati di tentata concussione nei confronti di una dottoressa. L’ex docente: "Contento di ciò che ho fatto per il reparto". La difesa: "Una verità portata avanti a testa alta".

Ricatti a Cardiologia, la sentenza. Assolti i medici: "Dignità restituita"

Ricatti a Cardiologia, la sentenza. Assolti i medici: "Dignità restituita"

Nessun ricatto o pressione per spingere una candidata a rifiutare un posto di lavoro in Cardiologia. Ieri pomeriggio, il collegio giudicante ha scritto la prima verità giudiziaria sulla vicenda che vede imputati per tentata concussione Roberto Ferrari, ex direttore dell’unità operativa di Cardiologia del Sant’Anna e Gabriele Guardigli, attuale primario dello stesso reparto. Entrambi sono stati assolti con formula piena.

Secondo l’impianto accusatorio, i due professori avrebbero tentato di fare pressioni su una dottoressa affinché non accettasse un impiego in Cardiologia. In particolare – questa la tesi della pubblica accusa –, i due imputati le avrebbero fatto chiaramente capire che se non avesse rinunciato all’incarico avrebbero trovato il modo di farla licenziare. Un presunto ricatto che la parte offesa (assistita dall’avvocato Fabio Anselmo) ha registrato e poi consegnato agli inquirenti insieme alla denuncia. Nell’udienza precedente, la requisitoria del pubblico ministero Isabella Cavallari si era conclusa con la richiesta di quattro anni di reclusione per ciascuno dei due cardiologi. Ieri, la parola è passata prima alla difesa della parte civile, che ha ripercorso la vicenda soffermandosi su registrazioni e intercettazioni, e poi alle arringhe delle difese degli imputati, sostenute dagli avvocati Marco Linguerri, Marcello Elia e Gianluigi Lebro. A metà pomeriggio, dopo una breve camera di consiglio, i giudici sono usciti con la sentenza: entrambi assolti perché il fatto non sussiste. Poche parole dall’avvocato Linguerri a commento del verdetto. "I nostri assistiti hanno sempre avuto grande fiducia nella giustizia, portando avanti a testa alta la verità in questo lungo cammino processuale – ha dichiarato –. La decisione del tribunale, che ha sancito che il fatto non sussiste, ha finalmente restituito loro la dignità di cui hanno diritto e di cui io, personalmente, non ho mai dubitato".

Ferrari, oltre a ringraziare il collegio difensivo insieme a Guardigli, ha voluto spendere qualche considerazione sull’esito del processo. "Ho sempre avuto fiducia nella magistratura – ha detto dopo aver ascoltato la lettura del dispositivo –. Sono contento di ciò che ho fatto per la Cardiologia. So, per ciò che mi riguarda, di aver agito bene. Mi ritengo fortunato dei collaboratori che ho avuto al mio fianco".