Il direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara Monica Calamai
Il direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara Monica Calamai

Ferrara, 15 luglio 2021 - Sono entrambi dipendenti dell’Azienda Usl gli operatori sanitari sospesi per l’inadempienza all’obbligo vaccinale. Il provvedimento è stato portato ieri alla firma del direttore generale Monica Calamai, dopo l’invio della lettera di accertamento e la verifica che i due lavoratori non possono essere ricollocati in funzioni che consentano loro di non avere contatti con i colleghi e con i pazienti.

Analoghi provvedimenti sono ora al vaglio di Ordini professionali e datori di lavoro, per gli altri operatori sanitari raggiunti dalla prima tornata di accertamenti. Otto quelli partiti lunedì, in applicazione del decreto legge 44; ma a questi, sottolinea il direttore amministrativo dell’Ausl Anna Gualandi, potrebbero aggiungersene molti altri. "La procedura è complessa, perché di ogni posizione vengono vagliate ragioni e condizioni sanitarie che possono, in qualche modo, giustificare la mancata vaccinazione".

Dalla prima vasta platea (oltre 2500 operatori sanitari ferraresi, tra i quali anche dipendenti di aziende di altre province) è stata attuata una robusta scrematura; oggi sono 916 i casi sotto esame. E ai primi otto raggiunti dalla lettera di accertamento – anticamera, come si nota, della sospensione senza stipendio – altri se ne aggiungeranno a breve. "Abbiamo tutta l’intenzione di procedere – aggiunge la Gualandi – anche se non è certo piacevole assumere questa decisione. Ma di fronte al rischio di contagi, sia del personale che dei pazienti, applicheremo al meglio il dettato della legge". Negli elenchi, coperti dalla privacy, figurano comunque un po’ tutte le professioni sanitarie; dai medici ospedalieri a quelli di base, dagli infermieri agli Oss (gli operatori sociosanitari), per proseguire con altre figure come radiologi, fisioterapisti della riabilitazione, farmacisti. Particolarmente delicata rischia di risultare, sotto il profilo occupazionale, la situazione nelle strutture private (cliniche o case di riposo per anziani) i cui titolari dovessero trovarsi nella condizione di sospendere i dipendenti non vaccinati.



Se per le aziende pubbliche lo stop di qualche unità può mettere in difficoltà i servizi, per i privati i disagi risulterebbero molto più rilevanti. "Per questo motivo condifiamo che i provvedimenti che stiamo assumendo – conclude la Gualandi – possano spingere chi ancora non si è vaccinato ad adempiere a quest’obbligo, per noi imprescindibile". Ma anche chi si ritroverà, a breve, a casa e senza stipendio, potrà comunque ravvedersi; il decreto prevede che la sospensione cessi automaticamente all’effettuazione del vaccino, e che non possa estendersi – almeno per il momento – oltre il 31 dicembre, termine attuale della campagna di somministrazioni. L’Azienda Usl estense è la seconda in regione, dopo quella di Bologna, che ha spinto sull’acceleratore delle sospensioni.