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23 apr 2022

Sardelli: "Io e Sgarbi, uniti nel nome di Vivaldi Tra capolavori di musica sacra, arte e teatro"

Il direttore d’orchestra stasera al Comunale con il critico d’arte: protagonisti lo ’Stabat Mater’ e il ’Dixit Dominus’ del grande veneziano

vittorio robiati bendaud
Cronaca

di Vittorio Robiati Bendaud Stasera, alle 20, al Teatro Abbado si terrà il tanto atteso ‘secondo atto’ della coppia Vivaldi-Sardelli nella città estense. La serata si preannuncia sperimentale, dal momento che sarà anche un dialogo tra musica e pittura e, nello specifico, tra il Maestro Federico Maria Sardelli e il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Ci si aspetterebbe dunque un’invocazione alle Muse, così degnamente celebrate! Maestro Sardelli, lei e Sgarbi come avete concordato lo svolgersi dell’evento vivaldiano? "Non l’abbiamo concordato. Improvviseremo entrambi, ispirati da Vivaldi". Lei è anche pittore, nonché autore di una recente pubblicazione interdisciplinare, di grande interesse, a cavallo tra musica e pittura, per Sellerio: ’Il volto di Vivaldi’, di cui caldeggiamo vivamente la lettura. Per questa speciale serata cosa s’aspetta da Vittorio Sgarbi, fine esegeta delle arti figurative, che a loro volta accompagneranno Vivaldi e la sua musica imperitura? "Sarò in qualche modo spettatore anche io, pronto a essere sorpreso". Qualche dettaglio sulla serata? "La musica di don Antonio sarà accompagnata dai quadri e dal commento di Sgarbi. Musicalmente, vi saranno due grandi ‘quadri’ musicali: lo Stabat Mater e il Dixit Dominus, ognuno preceduto da un brano esclusivamente strumentale, una sorta di preludio". Che legame c’è tra le opere vivaldiane Stabat Mater, celeberrima sequenza del cristianesimo latino medievale, attribuita a Iacopone da Todi, e Dixit Dominus RV 594, ossia il salmo 110? "Nessun legame, si tratta di opere tra loro distanti. Lo Stabat Mater è un’opera giovanile, il più antico pezzo sacro di Vivaldi pervenutoci, del 1712, commissionato dalla chiesa bresciana di Santa Maria della Pace per la Quaresima. È un brano che prevede due soli violini: uno era Vivaldi, l’altro era suo padre, bresciano e di professione barbiere della Serenissima". E il Dixit? "È un’opera grandiosa per stile, magnificenza e complessità, con doppio coro e doppia orchestra: una vetta vivaldiana, nonché l’ultimo grande pezzo corale veneziano. Si tratta ...

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