Ferrara, 11 novembre 2019 - Approvata all’unanimità la cittadinanza onoraria per Liliana Segre, figura simbolo dell’impegno civile e sociale, oltre che sopravvissuta alla Shoah. Il Consiglio ha accolto la proposta del sindaco Alan Fabbri con 31 voti su 31.

«Sono particolarmente lieto che il Consiglio comunale di Ferrara abbia risposto in modo positivo e unanime – dice Fabbri –. Ho voluto proporre personalmente il conferimento per evitare qualsiasi strumentalizzazione, in quanto si tratta di un atto che per il suo valore di coesione sociale non può, e non deve, avere un colore politico né tantomeno un’appartenenza partitica».

Fabbri prosegue: «Abbiamo deciso di proporre la cittadinanza ad honorem ad una testimone della tragedia dell’olocausto con l’intenzione di tenere viva la memoria e di unire le coscienze di tutti. Ferrara è da sempre una città in cui la rappresentanza della comunità ebraica è forte e importante e con questo atto intendiamo riconoscere ancora una volta il profondo legame della nostra città con la tragica storia di questo popolo e di tutti i perseguitati. Ora sarà mia premura contattare la senatrice a vita per organizzare i prossimi passi e poter presto formalizzare l’atto con una cerimonia ufficiale».

Non è mancata però la polemica, per la bocciatura dell’ordine del giorno di Azione Civica e Partito Democratica: nel documento, oltre al sostegno e alla solidarietà alla Segre, si chiedeva di dichiare la «necessità di far fronte contro l’intolleranza, l’odio, il razzismo e l’antisemitismo». Il collegamento con la proposta di istituire una Commissione particolare su questo argomento, che al Senato aveva registrato l’adesione del centrodestra, ha spinto anche in Consiglio Lega e alleati a non votare questo testo. Protesta l’opposizione: «Una contraddizione clamorosa». Per Fabbri, invece, «la cittadinanza onoraria alla Segre coglie lo spirito della richiesta, ed è addirittura di più di quanto invocato dall’opposizione».