La Finanza ieri ha apposto i sigilli allo stadio Mazza
La Finanza ieri ha apposto i sigilli allo stadio Mazza

Ferrara, 9 luglio 2019 – Violazioni (presunte) alla normativa antistismica e, a carico di otto indagati, ipotesi di reato per falso ideologico e frode in pubbliche forniture. Dietro le cautele di legge, la brutalità dei cartelli incollati dalla Guardia di Finanza: «Area sottoposta a sequestro». Metà dello stadio Paolo Mazza, da ieri mattina, è sotto sigilli. Il provvedimento, clamoroso, è stato disposto dal sostituto procuratore Barbara Cavallo, titolare dell’inchiesta su possibili anomalie strutturali relative all’ampliamento effettuato nell’estate 2018. In particolare, e sono appunto le porzioni dello stadio messe sotto sequestro, la copertura della gradinata e l’intera struttura della Curva Est, copertura compresa. I lavori, compiuti a tempo di record e ultimati in occasione della disputa del match casalingo tra Spal e Atalanta, erano stati attestati come conformi al progetto e rispettosi della normativa antisismica, attraverso l’emissione di certificati di collaudo, dei quali il pm ipotizza ora la falsità.

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I reati ipotizzati, a vario titolo, vedono indagate otto persone: Giuseppe Tassi, imprenditore e capofila del pool di aziende impegnate nel cantiere (oltre che, nel campionato scorso, main sponsor della Spal); Lorenzo Travagli, direttore dei lavori; i referenti delle altre società impegnate nell’intervento, Giampaolo Lunardelli (Gielle Srl), Andrea Del Buono (Mpl Srl), Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering) e Nicola Barotti (Welding Duebi), e infine i due collaudatori dell’opera, Alessio Colombi e Fabrizio Chiogna.

La Spal e il Comune risultano entrambe parti lese. L’inchiesta ha preso il via dalla diffida all’utilizzo delle strutture inviata il 2 aprile scorso da una delle imprese subappaltatrici, la Panizzi Engineering, alla Spal, alla Prefettura, alla Questura, al Coni e al Comune; nell’esposto si evidenziano «criticità severe nell’esecuzione delle procedure di montaggio, tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti». Su questa base, è partita l’inchiesta affidata dal pm Cavallo alla Guardia di Finanza. E il provvedimento di sequestro si lega anche alle analisi del consulente tecnico della Procura – Carlo Pellegrino, ingegnere dell’Università di Padova – che, in una nota del 5 giugno, evidenzia per la gradinata «un abbassamento di 62 millimetri a fronte di un abbassamento previsto di 46 (...). Inoltre l’abbassamento residuo allo scarico è pari a 17 mm, circa il 27% di quello massimo». Per la curva Est «l’abbassamento massimo è pari a 100 mm a fronte di uno previsto di 61 mm (...). L’abbassamento residuo allo scarico è pari a 30 mm, circa il 30% di quello massimo.

Un problema di assestamento o una cattiva esecuzione delle opere? Per appurarlo, serviranno nuove prove di tenuta, per verificare se le coperture della gradinata e della Est– perché il nodo riguarda proprio queste parti del Paolo Mazza – sono state realizzate in piena conformità. Nel frattempo, a supporto dell’indagine, ieri ben sessanta militari delle Fiamme Gialle hanno effettuato perquisizioni a Ferrara, Bologna, Modena, Treviso, Arezzo, Campobasso, Taranto e Rovigo, passando al setaccio professionisti e imprese che hanno lavorato alla realizzazione del ‘Mazza all’inglese’.