Si schianta contro due platani Gravissimo al Maggiore a 34 anni

Argenta: l’incidente in via Matteotti, già teatro di altri scontri. Da tempo si invocano interventi

Si schianta contro due platani  Gravissimo al Maggiore a 34 anni

Si schianta contro due platani Gravissimo al Maggiore a 34 anni

Ha fatto tutto da solo: ha perso il controllo della macchina, è sbandato, ha invaso la corsia opposta di marcia ed è andato a sbattere, in una stretta e violenta sequenza contro un primo platano e poi, di rimbalzo, contro un secondo. Infine, roteando su sè stessa, l’auto ha finito la sua corsa in mezzo alla strada, ridotta ad un ammasso di lamiere. Sarebbe questa la dinamica del sinistro avvenuto ieri alle 15,30 sulla via Matteotti, già teatro di numerosi incidenti, anche funesti. Una via trafficatissima, sopralevata (ex argine del Po di Primaro) divenuta ancor pericolosa dopo l’installazione del contestatissimo velox, allestito all’incrocio con la Statale 16, all’altezza del Santuario della Celletta. Ieri aschiantarsi contro i fusti che costeggiano la carreggiata è stato un 34enne di Argenta, estratto dall’abitacolo della vettura dagli operatori del 118. Che, raccolto l’allarme l’hanno soccorso. Sul posto anche i Vigili del Fuoco. Constatate poi le gravi condizioni in cui versava, il ferito è stato trasportato a bordo dell’elimedica all’ospedale Maggiore di Bologna: non sembrerebbe in pericolo di vita. Per i rilievi del caso è intervenuta la polizia municipale, carabinieri impegnanti invece nel sevizio viabilità. Alcuni anni fa, a pochi metri di distanza, una donna era volata nella scarpata profonda una decina di metri, ed ancora oggi ne sta scontando le conseguenze. Mentre un uomo di Lavezzola è morto carambolando sull’altro lato. Stesso destino per tre giovani, poco più che ventenni, un ragazzo e due ragazze, che un anno fa, nel giro di un mese, hanno perso la vita schiantandosi contro lo stesso platano, ancora oggi cinto di fori alla memoria. Da più parti, anche politiche, si chiede di intervenire con urgenza per la sicurezza di quel tratto di 4 chilometri. Imputata numero uno la velocità, ma servono maggiori controlli, segnaletica appropriata e guard-rail.

Nando Magnani