Matteo Trimurti, classe 1995, è marketing manager della start up ferrarese Smace
Matteo Trimurti, classe 1995, è marketing manager della start up ferrarese Smace

Ferrara, 4 febbraio 2021 - Chi ha detto che lo smart working debba prevedere pantofole e divano? E se invece il lavoro a distanza si tramutasse non solo in un’opportunità lavorativa stimolante, ma anche in una ricetta per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico italiano? E’ questa la sfida che ha mosso cinque under 30 a fondare la start up Smace (acronimo di smart work in a smart place). Nell’anno della pandemia. I cinque fondatori sono Andrea Droghetti, Marta Romero, Max Bratti, Filippo Agosti e Matteo Trimurti. Con quest’ultimo che ricopre l’incarico di marketing manager, abbiamo fatto due chiacchiere per capire meglio l’obiettivo imprenditoriale.

Trimurti , che effetto può avere praticare lo smart working in un luogo diverso dal salotto di casa?
"Questa avventura imprenditoriale è nata dall’idea di riequilibrare il rapporto vita-lavoro: tanto più che la qualità del lavoro cambia sensibilmente in funzione della location nella quale ci si trova. Perciò, Smace ha l’obiettivo di proporre alle aziende pacchetti da destinare ai propri dipendenti, affinché questi ultimi possano lavorare a distanza in una struttura convenzionata. Tramite i suoi servizi Smace non si pone solo l’obiettivo di migliorare il benessere psico-fisico dei lavoratori, bensì anche di aumentare la produttività delle aziende e la loro capacità di attrarre talenti e promuovere il territorio italiano e ridurre i fenomeni di stagionalità a cui molte delle strutture ricettive nazionali sono soggette".

In che modo si configura la collaborazione con le attività produttive?
"La nostra idea è quella di offrire specifici pacchetti che si possano adeguare alle differenti esigenze delle imprese. A partire da un voucher che comprenda due o tre pernottamenti a carico dell’azienda. Poi se il dipendente è nella possibilità di prolungare il soggiorno lavorativo, avrà la possibilità di farlo a sue spese".

Quante strutture avete indivi duato come funzionali al tipo di servizio che offrite?
"Per ora siamo convenzionati con quindici realtà disseminate soprattutto tra la Toscana, l’Umbria e l’Emilia Romagna. Anche a Ferrara ci saranno strutture convenzionate con la nostra start up. Smace è alla continua ricerca di strutture ricettive per espandere la propria rete".

Immagino che le strutture debbano rispettare una serie di standard.
"Esattamente. Al di là dei servizi che erogano (che quindi devono permettere di poter lavorare in modo efficiente: la connessione wifi, a titolo esemplificativo), a nostro avviso hanno grande importanza anche le esperienze extra lavorative che la struttura offre. Dal trekking alle escursioni. Ogni struttura ricettiva sarà verificata personalmente da smace, per garantirne tutti i requisiti richiesti".

Nel nostro territorio, ad esempio, verso quale target di imprese potreste indirizzare i vostri pacchetti?
"Potenzialmente il target è molto ampio, dalla micro alla grande impresa che abbia una visione lungimirante. Il nostro servizio si rivolge a tutte le realtà che hanno a cuore il benessere dei lavoratori e vogliono innovarsi".