ROBERTO PAZZI
Cronaca

"Solo la paura della morte riunisce i miei concittadini quando il fiume sale"

Una poesia che esplora la paura antica di essere sommersi dall'acqua dei fiumi, ispirata dal Po di Ferrara. Una comunanza del niente che guarisce dalla malattia della superbia. Un abbraccio che unisca tutti per sempre.

"Solo la paura della morte riunisce i miei concittadini quando il fiume sale"

"Solo la paura della morte riunisce i miei concittadini quando il fiume sale"

In questi giorni torna a inquietarci l’antica paura di morire sommersi dall’acqua dei nostri fiumi, e qui a Ferrara dal Po di cui spiamo il livello crescente. Per i lettori del Carlino, una mia poesia sul Po che trae ispirazione da questa ricorrente paura antica...

AL PO

Solo la paura della morte

riunisce i miei concittadini,

ne fiutano la minaccia

quando il fiume sale.

All’improvviso si cercano,

si parlano

senza conoscersi

e la domanda è la stessa:

“Com’è il Po?”

Tutti vecchi amici

preoccupati della sorte

di uno di loro,

così riassaporano la verità

del loro nulla.

Uno strano piacere

di azzerare potere, età, titoli

e riscoprirsi compagni di scuola,

sale fra le mura della città

fra i visi amabili

di chi solo ieri ti soppesa va

fra queste mura.

Sale il livello delle acque,

scende la superbia.

Ora il nulla è dolce,

dona la tregua

alla fatica di portare

la maschera che ti finga

desiderabile ma da lontano

lassù nelle prime file,

tra i posti riservati.

La comunanza del niente

guarisce da questa malattia.

Vieni pure a minacciarci,

mio caro fratello,

mio grande fiume,

fammi sognare di un largo

abbraccio

che tutti ci unisca per sempre,

ma amaci più di quanto

sappiamo noi,

mostra soltanto l’ombra

del tuo potere,

non farci male.