Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
15 apr 2022

"Sono rovinato, non ho fatto nulla" Il racconto di Saveri ai carabinieri

Prima udienza del processo, il comandante ripercorre la mattina in cui l’imputato si presentò in caserma. Quel giorno il militare fu il primo a vedere il cadavere della donna massacrata nella propria abitazione

15 apr 2022
cristina rufini;
Cronaca

di Cristina Rufini

FERRARA

"Sono rovinato, sono rovinato, ma io non ho fatto nulla". A pronunciare queste parole è Doriano Saveri, artigiano di 47 anni, la mattina del 22 febbraio dello scorso anno, quando si presenta alla caserma dei carabinieri di Bondeno. "Dopo aver suonato – ha raccontato l’allora comandante della Stazione di Bondeno, Abramo Longo nel corso della prima udienza del processo per l’omicidio di Rossella Placati, operaia della Haemotronic di Modena, uccisa un anno fa – ho visto quest’uomo correre lungo il corridoio. L’ho accolto e mi ha detto di essere rientrato a casa e di aver trovato il corpo della sua compagna steso a terra. Continuava a ripetere la frase ’sono rovinato, ma non ho fatto nulla’. A quel punto siamo andati alla casa, Saveri con la sua auto e noi dietro. Quando siamo arrivati, lui era davanti all’abitazione per farci segno e una volta entrati in casa ha continuato a ripetere che non c’entrava nulla". A quel punto il comandante Longo ha raccontato come ha scoperto il cadavere, al primo piano dell’abitazione di Borgo San Giovanni, nel comune di Bondeno. "Dopo essere entrato in casa, ho salito le scale come indicatomi da Saveri – ha ricordato Longo – e ho svoltato a sinistra verso il bagno, ancora a sinistra e poco distante il corpo della donna a terra, nella stanza di fronte. Schizzi di sangue sul muro, sul termosifone e su un cassettone. Ho visto subito i piedi, poi il corpo avvolto in un accappatoio".

Aveva la testa fracassata, quando il medico del 118 è arrivato non ha potuto fare altro che constatare il decesso. "Gravissima la ferita alla testa – ha aggiunto Longo – non c’erano dubbi che fosse morta. Saveri era rimasto al piano di sotto, sul divano, e continuava a ripetere di essere rovinato". Il collega di Longo, Roberto Capuano, ha invece raccontato di come ha analizzato gli indumenti indossati da Saveri e le ferite che aveva sul corpo. "Ho raccolto tutto – ha spiegato al pm e alla Corte – e ho notato lievi ferite su alcune nocche della mano destra e a un piede. Mentre sul maglione e sulla maglia indossata sotto, c’era una piccolo foro, ma nessun segno all’addome".

Saveri ripercorrendo il giorno precedente il delitto, aveva detto di aver litigato con Rossella, e che lei lo aveva minacciato con un coltello da cucina, indicando anche quale avrebbe potuto essere. Poi se n’era andato e una volta tornato a casa, la mattina aveva scoperto il corpo senza vita al piano superiore. Questa la versione che ha sempre fornito Saveri quando è stato ascoltato per l’intera giornata di lunedì 22 febbraio e negli interrogatori successivi. Mai trovata l’arma del delitto, forse uno scalpellino da muratore, anche se Rossella è stata raggiunta anche da alcuni fendenti al petto. Oltre i colpi alla testa. Prima dell’inizio delle testimonianze, in apertura di processo, c’erano state alcune eccezioni degli avvocati difensori Pasquale Longobucco e Alessandra Palma sulla costituzione delle partici civili di Comune di Bondeno, Udi Ferrara e Centro donna giustizia e sull’utilizzabilità di alcuni esami eseguiti dal Ris. Tutte respinte. Si torna in aula martedì prossimo, con altri dei 44 testimoni citati dai pm Stefano Longhi e Lisa Busato.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?