Un momento della partita Spal-Parma del 5 ottobre scorso (Foto Businesspress)
Un momento della partita Spal-Parma del 5 ottobre scorso (Foto Businesspress)

Ferrara, 1 marzo 2020 -  Venti Daspo notificati dalla questura di Ferrara nei confronti di 11 tifosi della Spal e 9 del Parma. L’ufficializzazione e i particolari della notizia che circolava da giorni sui social, è arrivata ieri poche ore dopo che la Federcalcio aveva deciso di rinviare le cinque partite di serie A che avrebbero dovuto essere giocate oggi, compresa Parma-Spal al Tardini.

I provvedimenti sono stati emessi al termine delle indagini che hanno portato la Digos a ricostruire il ‘quasi scontro’ avvenuto prima del match del 5 ottobre scorso. Uno scontro mancato per poco – secondo quanto ricostruito dalla polizia – grazie all’intervento di una volante, allertata da alcuni cittadini che avevano notato i gruppi di tifosi avvicinarsi in viale Belvedere.
 

«Un gruppo di 50 persone, arrivate in città da Parma con minivan e auto, era riuscita ad eludere il sistema di filtraggio", scrive la Questura. Gruppo di tifosi che era riuscito a raggiungere una zona ‘vietata’, troppo vicina a quella dei tifosi Spal. Tanto che alcuni degli ultras biancazzurri "Curva Ovest - 8 Settembre", prosegue la ricostruzione delle autorità, nonostante fossero già vicini ai tornelli dello stadio, venuti a sapere che il gruppo parmense aveva sconfinato, aveva deciso in qualche modo di fronteggiarli. "In via Belvedere le due compagini – spiegano ancora dalla questura – si trovavano a pochi metri di distanza e in entrambi i gruppi molti soggetti erano armati con catene, cinture protese dal lato della fibbia e alcuni avevano anche i volti parzialmente travisati. Giusto l’intervento della Digos riuscì a impedire che venissero in contatto per scontrarsi. Con pericolo anche per tutti gli altri tifosi". Gli accertamenti hanno portato la polizia a denunciare venti persone all’autorità giudiziaria e avviare l’iter per i Daspo. Degli undici tifosi spallini raggiunti dal provvedimento, otto dovranno stare fuori dagli stadi per un anno, per gli altri tre, ritenuti "soggetti recidivi", il divieto ha la durata di cinque.

La ricostruzione della Curva Ovest è diametralmente opposta: "Non c’è stato alcuno scontro né minacce, ma una sorta di ‘avvistamento’ a distanza. Noi eravamo – riferisce uno dei tifosi raggiunti dal Daspo – in viale Belvedere, e abbiamo notato il gruppo dei parmensi che andava in una zona in cui non doveva essere". Contestata la presenza "di armi, bastoni, catene o quant’altro. Siamo certi che in mano alle autorità ci sia solo una foto che ritrae un solo ragazzo con in mano una cintura".

A supporto di questa tesi, il fatto "che il Gip abbia già cancellato l’obbligo di firma per due di noi – prosegue l’esponente della Ovest – proprio perché non c’è traccia di intenzionalità, di volti travisati, di possesso di armi anche improprie". Uno solo, in attesa che il gip si pronunci in merito, è ancora tenuto all’obbligo di firma. "In ogni caso confidiamo che le nostre ragioni vengano riconosciute – conclude l’esponente a nome della Curva Ovest –, magari ricorrendo al Tar o chiedendo un riesame al prefetto".
 

«Una vicenda che ricalca – sottolineano dalla questura di Ferrara – quanto accaduto in occasione del precedente incontro, il 27 gennaio del 2019, quando in quell’occasione fu la questura di Parma a denunciare sette spallini perché giunsero con sette minivan dove avevano occultato fumogeni, aste, manganelli telescopici che probabilmente avevano intenzione di utilizzare contro gli ultrà avversari".