Uno scatto che ritrae il consulente nominato dalla Procura di Ferrara, Carlo Pellegrino
Uno scatto che ritrae il consulente nominato dalla Procura di Ferrara, Carlo Pellegrino

Ferrara, 11 luglio 2019 – «La tempistica è essenziale, ma ora tutto deve essere fatto nel modo più accurato, vista la complessità della situazione e della struttura». Carlo Pellegrino, ingegnere e docente all’Università di Padova, è il consulente incaricato dalla Procura, la cui ‘nota preliminare’ ha fatto scattare il sequestro della gradinata e della Curva Est.

Può dire qualcosa dell’esito della sua prima verifica?

«Nulla di più, in realtà, di quello che è già stato riportato sui giornali. Sto leggendo proprio Il Resto del Carlino, vedo che ci sono anche i numeri delle misurazioni del collaudo. Avete scritto tutto, forse persino troppo (Pellegrino ride al telefono, ndr)».

Comprenderà che il suo apporto è stato cruciale.

«Lo comprendo, ma lei comprenda me. Più di quello che ho scritto nel mio documento, non posso dire, e non è reticenza. Il mio compito in questa fase si è limitato a quell’analisi: ho esaminato quanto già riportato nella documentazione, ho evidenziato la necessità, a mio parere, di ulteriori accertamenti. E la Procura ha agito di conseguenza».

La Procura si avvarrà della sua consulenza anche nell’imminente prova di carico?

«Questa è una scelta che spetta alla magistratura».

Nella sua nota non ha tratto alcuna considerazione in merito alle cosiddette ‘criticità severe’ dell’impianto.

«Assolutamente no, questo ci tengo a ribadirlo. Ho solo fatto rilevare quello che altri avevano scritto, nei loro verbali. E questo, mi creda, non implica assolutamente alcun tipo di giudizio. Siamo in presenza di numeri, ora è fondamentale che seguano riscontri oggettivi, con un esame approfondito sul campo».

Una battuta: più che sul campo, sulla struttura. A suo avviso quanto tempo richiederà questa fase?

«Ho letto le dichiarazioni del procuratore Garau, le trovo appropriate. Sicuramente il percorso tracciato mi sembra fattibile, anche se le prove descritte non si fanno da un giorno all’altro. Mi rendo conto, come tutti, che questo è un momento chiave, tuttavia pur in tempi brevissimi occorrerà tenere conto anche di tutto il contorno della vicenda».

Immaginiamo che lei non sia stato consulente della Procura: con quei dati, ritiene che le coperture del Paolo Mazza siano pericolose, in quelle condizioni?

«Si è già risposto, io ho svolto una consulenza per conto dei magistrati, ho analizzato dati che dicono già tutto. Non posso esprimermi sull’eventuale pericolosità, ribadisco che servono accertamenti e riscontri. Ma questo è ovvio, oggi, anche a chi non svolge il mio mestiere».

Eventuali correttivi o aggiustamenti?

«Dipenderanno, nel caso, dai risultati delle prove strutturali. Una volta analizzati, si capirà se allo stadio serve qualche intervento, oppure no. Perciò dico a tutti di stare sereni: si lavorerà con la massima celerità e la massima attenzione».